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Stampe anni ’60 per Pierre Hardy

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Con il ritorno delle stampe nella moda l’arte di Franck Stella, pittore minimalista degli anni ’60, è fonte d’ispirazione per la prossima collezione Autunno/Inverno 19-20 di Pierre Hardy.

Proprio come nelle opere dell’artista statunitense, è il colore a definire la forma attraverso principi grafici e architettonici che si incontrano nelle calzature per creare intersezioni di linee rette, interrotte, circolari o multiformi.

Ripetizioni ipnotiche e immagini rubate alla Op-art si alternano nelle finiture in pelle, su cinturini e fibbie, definendo anche la silhouette di borse e occhiali.

www.pierrehardy.com

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Moda sostenibile: come riciclare i vestiti in modo etico

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Tra swap party, noleggio e negozi green, la moda diventa sostenibile puntando sul riciclo

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Nasce #YouTube Fashion, il canale dedicato alla #moda

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È stato appena lanciato YouTube Fashion, il canale YouTube completamente dedicato alla moda. Ad annunciarlo è stato Derek Blasberg, direttore di YouTube Fashion and Beauty, sul blog di YouTube, dove ha parlato di un luogo digitale dove verranno pubblicate tutte le news “relative all’industria condivise da professionisti del settore, influencer e brand di lusso”.

La scelta di questa verticalizzazione è più che comprensibile. Secondo statista, solo nel 2018 i video di bellezza hanno generato oltre 169 miliardi di visualizzazioni su YouTube e, più recentemente, anche alcuni dei più grandi nomi della moda hanno iniziato a utilizzare attivamente questo social. YouTube ha infatti affermato che il numero di canali di moda e bellezza sulla piattaforma è cresciuto di oltre 6 volte dal 2014 al 2018, generando miliardi e miliardi di visualizzazioni. Il nuovo canale ha come obiettivo quello di organizzare al meglio questi contenuti coinvolgendo creators, collaborazioni nel settore della moda, live streaming delle sfilate, dietro le quinte, vlog e tutto ciò che riguarda il mondo della moda e del beauty.

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Chiara Boni e gli abiti con l’impronta ambientale

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Tre su sedici indicatori, quanto basta per certificare gli abiti di Chiara Boni La Petite Robe, marchio nato nel 2007, con il bollino europeo PEF, Product Environmental Footprint, prima azienda di moda italiana ad ottenerlo. Un risultato di grande soddisfazione «commerciale» ma anche personale, perché la stilista da sempre nella vita, anche politica, da assessore alla Regione Toscana, ha fatto della difesa ambientale un principio.

Measuring for a Sustainable Future è il nome di questo progetto realizzato con Eurojeresey, l’azienda tessile italiana, impegnata nella sostenibilità, che produce il tessuto sensitive usato dalla stilista.

Materiali traspiranti, indeformabili, elastici in ogni direzione e che non necessitano di stiratura, perfettamente a proprio agio sia nel mondo dell’active che, come nel caso della sinergia con Chiara Boni, in quello del ready-to-wear e della couture.
Sono state misurate le impronte ambientali di otto capi La Petite Robe: «Il processo di misurazione è stato possibile grazie alla tracciabilità della nostra produzione, che non va oltre il territorio toscano — ha spiegato la stilista —. I nostri capi possono essere lavati in acqua senza detergenti chimici e non stirati. rendendoci già piuttosto virtuosi. Ma sono state l’impronta idrica, energetica e il carbonio ad assicurarci la certificazione».  Per fare un esempio pratico, il Melania Dress, tra i più amati dalla clientela, impatta sull’ecosistema come 8 chili di pasta (impronta di carbonio), 13 litri di vino fermo (impronta idrica) e 54 chilometri percorsi in auto (impronta energetica). Testimonial del progetto è Cara Kennedy Cuomo, da tempo attivista della sostenibilità, presente alla sfilata a New York.

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H&M sempre più sostenibile. Ora Cos recupera i vestiti danneggiati

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H&M accelera nella sostenibilità, e lo fa, questa volta, con il brand Cos. Quest’ultimo, infatti, si prepara a lanciare Restore, una collezione “prima nel suo genere”, come recita la nota del gruppo, che avrà come protagonisti i vestiti un tempo invendibili e ora rimessi in sesto. Più nello specifico, la linea, realizzata grazie alla collaborazione tra la divisione The Laboratory del gruppo H&M, Cos e il partner The Renewal Workshop, fornitore di soluzioni circolari per i marchi tessili, raccoglie gli abiti danneggiati, provenienti o dalla supply-chain di Cos o restituiti dai consumatori, i quali, previa selezione, vengono accuratamente aggiustati e puliti così da essere resi idonei per la vendita. Non solo, l’intero processo viene monitorato e misurato, così da avere esattamente la misura del suo impatto, in termini, per esempio, di acqua, Co2 ed energia. Questa tipologia di informazione verrà poi resa disponibile all’interno degli store in cui sarà presente la collezione, ovvero quelli di Berlino, Stoccolma e Utrecht a partire dal 4 settembre.

“La collezione Restore è un test importante per ampliarci verso nuovi modelli di business per un’economia circolare”, ha commentato Laura Coppen, circular/sustainable business development di The Laboratory, H&M Group. “Abbiamo una grande responsabilità con la portata e l’impatto che abbiamo attualmente sull’ambiente e questo test è solo uno dei tanti che facciamo per esplorare nuove soluzioni”.

Questo rappresenta solo l’ultimo degli step sostenibili fatti dal colosso del fast fashion, il quale, già da diverso tempo, redige un bilancio di sostenibilità. Negli scorsi mesi, infatti, il gruppo si è lanciato nel business second-hand attraverso il suo brand & Other Stories, sul cui sito vengono proposti i prodotti dell’insegna ai clienti svedesi i quali vengono poi reindirizzati sulla piattaforma dedicata Sellpy. Il brand H&M è invece attivo attraverso la linea Conscious, alla quale si è di recente aggiunta Conscious Sport, realizzata all’insegna della sostenibilità.

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Zalando prova il second hand in pop-up a Berlino

Zalando

Zalando guarda al second-hand. L’e-tailer tedesco ha aperto i battenti di un pop-up store, Zircle, dedicato alla vendita di abbigliamento di seconda mano all’interno del centro commerciale Alexa di Berlino.

Le collezioni vendute dal negozio, la cui insegna combina il nome dell’azienda con i concetti dell’economia circolare, provengono dal guardaroba degli utenti di Zalando Wardrobe, l’app lanciata da Zalando nel 2018, disponibile solo sul mercato tedesco, che consente ai clienti di rivendere i propri vestiti usati ad altri utenti o direttamente all’azienda in cambio di bonus da spendere sulla piattaforma.

La società ha spiegato in un comunicato stampa che l’obiettivo di questo pop-up è quello di “conoscere come funziona il mercato dell’usato nel canale offline, in modo che i brand possano sapere cosa offrire ai propri consumatori”.

“La nostra specialità – ha aggiunto l’azienda – sono ancora le vendite online, ma in alcuni settori crediamo nell’importanza del canale fisico. Per noi, il futuro delle vendite al dettaglio del settore della moda è una rete intelligente che combini il meglio dei due mondi, l’online e l’offline”.

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Sui red carpet di Venezia spopola la moda premium

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La moda premium conquista la 76esima edizione del Festival del Cinema di Venezia. L’attuale edizione della manifestazione vede sui red carpet la presenza di numerosi abiti realizzati da griffe di fascia medio-alta indossati da attrici, modelle e socialite. Ai consueti marchi del lusso si sono alternate creazioni di brand italiani quali TwinsetManila GraceMomonìOttod’AmeBeatrice B. Rispetto alle passate edizioni, l’incremento di personaggi legati ai social network, Instagram in primis, e di volti noti soprattutto al pubblico più giovane ha comportato l’aumento di marchi più accessibili.

In particolare Twinset ha svelato, in occasione del Festival, le proposte 100% made in Italy della nuova label Pleasedontbuy signed by Twinset, pensata inizialmente per il noleggio di 21 modelli in diverse varianti colore. L’influencer italiana Paola Turani e le modelle Jasmine Sanders e Sofia Richie sono tra le star che hanno indossato i vestiti del brand emiliano.

Alle première dei lungometraggi in concorso è stato invitato anche un nutrito gruppo di influencer. Le celebrity virtuali hanno sovente indossato proprio marchi di fascia premium, più abbordabili per il target di giovani follower rispetto agli esclusivi luxury brand.

Come sempre, non sono mancati gli abiti dei marchi del lusso italiani, in primis ArmaniEtro e Alberta Ferretti.

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L’usato arriva nei supermercati

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L’abbigliamento di seconda mano conquista un’altra frontiera distributiva e arriva nei supermercati. A fare da pioniere è l’inglese Asda, che ha ampliato l’offerta di George, la sua linea di abbigliamento, con la collezione “Re-Loved”, composta da capi second-hand. La fase di test della linea è già iniziata: per le prossime due settimane, infatti, la “Re-Loved” sarà disponibile nel punto vendita Asda di Milton Keynes e includerà, inizialmente, vestiti usati di diversi brand.

L’iniziativa, spiega Drapers, risponde alla volontà del gruppo di ridurre l’impatto ambientale delle sue proposte moda, in linea con quanto già accaduto la scorsa primavera, quando George ha lanciato la prima collezione in poliestere riciclato. Negli scorsi mesi, il tema della sostenibilità, sempre più al centro delle strategie della moda internazionale, è arrivato a Westminster, dove il Parlamento ha messo nel mirino le 16 realtà più importanti della moda inglese, interrogandole sugli  sprechi, sulle norme anti inquinamento e sui livelli di retribuzione dei dipendenti.

L’iniziativa di Asda è solo la più recente in tema di abbigliamento usato e moda sostenibile, come dimostrano gli annunci del gruppo H&M e di Zalando. A incoraggiare le aziende in questo senso sono i dati di scenario: secondo il reseller digitale ThredUp, il mercato dell’apparel di seconda mano è in espansione e, con ogni probabilità, crescerà più velocemente di altri segmenti retail nei prossimi dieci anni. Nel 2022, il valore di questo mercato dovrebbe toccare i 41 miliardi di dollari (33 miliardi di euro) a livello globale.

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La top 10 dei personaggi delle serie tv più influenti nella moda

Jane the Virgin

L’ispirazione per i nostri acquisti di moda arriva dalle serie TV?  Pinterest, leader tra le piattaforme social per la condivisione di fotografie, video e immagini, e Lyst, il motore di ricerca leader nel mondo della moda, hanno cercato di rispondere a questa domanda, individuando i dieci personaggi delle serie tv che hanno influenzato maggiormente le ricerche e gli acquisti online di moda nel 2019 a livello globale.

L’analisi ha preso in esame, da un lato, le ricerche e acquisti dei consumatori che fanno shopping online – tracciate da Lyst – dall’altro le ricerche e i “pins” effettuati su Pinterest. Analizzando i comportamenti di 306 milioni di utenti online al mese da ogni parte del mondo e le ricerche per oltre 5 milioni di prodotti moda in vendita su oltre 12.000 e-boutique e store virtuali multimarca. Pinterest ha stilato una lista delle serie più ricercate e apprezzate dai suoi utenti. Gli analisti dati di Lyst hanno poi identificato i trend dei capi di abbigliamento presenti nelle varie serie tv. La classifica viene calcolata facendo riferimento alle ricerche da gennaio-luglio 2019.

Ecco, in ordine, quali sono i personaggi televisivi che hanno avuto il maggior impatto sulle nostre scelte di quest’anno.

1. Villanelle di Killing Eve

Il personaggio di Villanelle di Killing Eve, interpretato da Jodie Comer, ha ispirato le tendenze di moda fin dalla sua prima comparsa, indossando l’ormai leggendario vestito in tulle rosa della stilista Molly Goddard. Sempre pronta per uccidere, l’elegante assassina russa della serie è diventata una delle più grandi fonti di ispirazione nel mondo sartoriale, grazie ai suoi look audaci, stravaganti e sfacciatamente femminili. I suoi irresistibili outfit hanno preso d’assalto Pinterest, con un aumento delle ricerche del 1.060% su base annua. Nel mentre, i dati Lyst attestavano la popolarità dei capi indossati nella seconda stagione: tra aprile e maggio, le ricerche di Rosie Assoulin hanno registrato un aumento del 49%, la richiesta di abiti Chloé ha raggiunto il 32%, quella di tute Diane von Furstenberg è cresciuta del 29% e le visualizzazioni di pagine con gonne in pelle sono aumentate del 48%. Dopo l’uscita del primo episodio della seconda stagione, ci sono state oltre 3.000 ricerche di “pigiama Killing Eve”.

2. Sabrina Spellman di Le terrificanti avventure di Sabrina

Alcune tra le serie TV più amate del passato sono tornate sotto le luci della ribalta grazie a numerosi reboot e Le terrificanti avventure di Sabrina, prodotta da Netflix, è una di queste. Gli outfit preppy di Sabrina Spellman sono diventati una fonte di ispirazione particolarmente significativa con l’avvicinarsi dell’autunno e le ricerche su Pinterest, aumentate del 7.450%, ne sono una chiara dimostrazione. In aprile, dopo l’uscita della seconda stagione, la richiesta di maglioni a coste su Lyst è cresciuta del 49% e, nello stesso periodo, anche le visualizzazioni di pagine con maglioni Fair Isle sono aumentate del 30%. Allo stesso modo, ancora in aprile, le ricerche di gonnelline scozzesi ispirate al look di Sabrina hanno raggiunto picchi di crescita del 35% su base annua: numeri incredibilmente alti per questo periodo dell’anno.

3. Renata Klein di Big Little Lies

Renata Klein di Big Little Lies rappresenta la donna d’affari per eccellenza e i suoi outfit rispecchiano questo tratto alla perfezione. Dai pantaloni dal taglio impeccabile all’infinita collezione di borse firmate, il guardaroba di Renata, sontuoso e di lusso, sta catturando l’interesse del pubblico: su Pinterest, i capi e gli accessori apparsi in Big Little Lies vengono salvati sempre più frequentemente, con un aumento che schizza al 490% su base annua. Le ricerche dell’abito Zodiac color rosso rubino dello stilista Roland Mouret sono volate all’87% su Lyst dopo la sua comparsa nel primo episodio dell’attesA seconda stagione; poche settimane più tardi, quando il personaggio interpretato da Laura Dern sfoggia la giacca Delen del medesimo stilista, il brand stesso registra un aumento delle ricerche del 23%.

4. Jane Villanueva di Jane the Virgin

Jane Villanueva ha conquistato i nostri cuori fin dal debutto della telenovela satirica Jane the Virgin nel 2014, ma è stata soprattutto l’attesissima quinta e ultima stagione ad ispirare migliaia di amanti dello shopping, che puntano a ricreare il guardaroba della protagonista. I dati Pinterest sottolineano un aumento dell’85% su base annua nelle ricerche di Jane, mentre quelli di Lyst mostrano che il mini abito Zimmermann Heathers da lei indossato ha superato le 7.000 visualizzazioni la settimana successiva all’uscita dell’episodio. Sono stati registrati degli aumenti anche per quanto riguarda i sandali Katy Perry e i vestiti floreali a portafoglio che compaiono spesso nell’arco dell’intera serie.

5. Tan France di Queer Eye

Il reboot di Queer Eye, prodotto e distribuito da Netflix, ha presentato al mondo intero un nuovissimo Fab Five e, dopo quattro popolarissime stagioni, la sua influenza è innegabile. Famoso per il suo amore per le camicie fantasia e a righe, lo stile dell’esperto di moda Tan France ha sicuramente scatenato alcuni dei picchi di ricerca su Lyst di quest’anno. In seguito all’uscita della quarta stagione della serie a marzo, le ricerche di “camicia a righe da uomo” sono aumentate del 39% su base mensile, mentre le visualizzazioni degli abiti da uomo sono cresciute dell’11%. L’interesse per le polo fantasia è salito del 58% quest’anno, e non sorprende affatto: le ricerche di questo prodotto su Lyst sono state più di 10.000 nell’arco delle prime due settimane di marzo, con oltre 100 utenti che richiedevano nello specifico una “camicia Tan”.

6. Veronica Lodge di Riverdale

L’ideale estetico sensuale ma preppy che troviamo in Riverdale, ha reso la serie una popolare fonte d’ispirazione nel mondo della moda fin dal suo debutto nel 2017. Il programma ha addirittura scatenato la nascita di approfonditi blog e pagine Instagram dove i protagonisti sono gli outfit indossati dal cast, a partire da Veronica Lodge, la “it girl” di Riverdale il cui stile femminile sta letteralmente influenzando le ricerche di moda su Lyst. Il cappotto a quadri Topshop, indossato nella terza stagione, ha registrato il sold out 7 giorni dopo la sua comparsa sullo schermo. Le ricerche di abiti Ba&sh sono aumentate del 55% a maggio e le visualizzazioni dell’abito Tanner Alice + Olivia hanno avuto un incremento del 60% 48 ore dopo la sua apparizione in un episodio. Contemporaneamente, i dati Pinterest registrano un aumento del 29% nella ricerca di abiti plissettati, un capo imprescindibile nel guardaroba di Veronica.

7. Fleabag di Fleabag

La comedy-drama britannica Fleabag è diventata un fenomeno mondiale dopo l’uscita della seconda stagione tre anni dopo il suo debutto in TV. Il personaggio interpretato dall’attrice Phoebe Waller-Bridge, con le sue rotture della quarta parete, ci ha impiegato un solo episodio per accaparrarsi il titolo di influencer di ricerche fashion. L’elegante tuta nera con schiena scoperta indossata nelle due première della stagione ha avuto un incremento del 460% nelle ricerche su Pinterest di giugno e oltre 500 persone hanno digitato nello specifico “tuta Fleabag” su Lyst. In contemporanea all’aumento del 4.757% delle ricerche di Fleabag su Pinterest, i dati Lyst mostrano un forte interesse da parte del pubblico per le scelte di stile del personaggio: la richiesta di trench neri e abiti rossi Reformation è aumentata in maniera significativa nel mese di aprile.

8. Eric Effiong

Sex Education di Ncuti Gatwa ha ricevuto grandi elogi per la rappresentazione accattivante di Eric Effiong, il cui stile ha iniziato ad ispirare fan e appassionati di moda fin dal suo debutto. Le ricerche di sneakers Nike PG 2 sono cresciute del 14% tra gennaio e marzo, in seguito alla messa in onda di un episodio in cui Eric ne indossava un paio color viola fluo. Nello stesso periodo, la richiesta di tute sportive abbinate è aumentata del 22%. Contemporaneamente, la sua maglia con stampa di tigre ha scatenato una crescita del 40% nelle ricerche su Lyst e del 44% su Pinterest.

9. Zoey Johnson

Zoey Johnson di Grown-ish, interpretata da Yara Shahidi, rappresenta una delle più eleganti studentesse mai viste in TV – tanto da ottenere anche un tirocinio per Teen-Vogue nella serie – ispirando migliaia di amanti dello shopping a ricreare i suoi look di classe, ma pur sempre freschi e vivaci. La seconda stagione si è rivelata particolarmente stimolante sotto questo punto di vista e le ricerche su Pinterest degli outfit di Zoey sono aumentate del 28%. Su Lyst, la maglia Lilo Striped Cat di Zadig & Voltaire, indossata dalla protagonista, è diventata la maglia con stampa animale più richiesta del mese di giugno, mentre le visualizzazioni della camicetta leopardata firmata Diane von Furstenberg sono schizzate con un aumento del 15% dopo la sua comparsa nella serie. Allo stesso modo, la salopette a pois Topshop è stato il capo più ricercato nel suo genere su Lyst durante il mese di luglio, registrando rapidamente il sold out.

10. Ava Jalali di Pretty Little Liars: The Perfectionists

In soli 10 episodi, Pretty Little Liars: The Perfectionists è diventata una delle serie TV più eleganti dell’anno. La studentessa di moda Ava Jalali, interpretata dall’attrice Sofia Carson, ha scatenato un aumento delle ricerche su Pinterest del 9.160% grazie ai suoi look di tendenza ma che rappresentano la classica studentessa. Ava si è ufficialmente aggiudicata lo status di influencer di moda quando le ricerche del suo abito in velluto con increspature hanno raggiunto un aumento del 37% durante la settimana della sua messa in onda. Allo stesso modo, il suo poncho Kelly firmato l’Agence ha registrato un incremento delle richieste di questa tipologia di capo del 44% su base annua nel mese di aprile – numero particolarmente elevato considerando il periodo dell’anno.

11. Undici di Stranger Things

La terza stagione della popolarissima Stranger Things, prodotta da Netflix, ritrae Undici come la tipica ragazzina degli anni Ottanta, grazie al ritrovato amore per le appariscenti bowling shirts, stampe a volontà, salopette e scrunchie. Su Pinterest, le immagini salvate di questo personaggio sono cresciute del 28%, mentre su Lyst le ricerche di pagliaccetti sono aumentate del 57% nelle prime due settimane di luglio, dopo la comparsa di Undici che indossa una variazione particolarmente colorata di questo capo. Nello stesso mese, oltre 1.000 utenti hanno richiesto nello specifico una “camicia Undici”.

Report completo: https://www.lyst.it/data/articoli/tv-e-moda/

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Timberland presenta la scarpa in plastica riciclata

timberland

Quello della sostenibilità è diventato uno dei temi più importanti dell’industria della moda, e una delle aziende che è sempre stata all’avanguardia nelle politiche ambientali è sicuramente Timberland.

«Reduce. Recycle. Rethink»: è la filosofia alla base dell’ultima eco-rivoluzione di TIMBERLAND, la collezione Brooklyn EK+. Tomaie, imbottiture e lacci sono realizzati utilizzando materiale 100% ReBOTLTM (cioè bottiglie di plastica riciclata), mentre nelle suole è presente un 34% di gomma second hand.

Il brand, che si pone l’obiettivo di rendere più sostenibili tutte le sue scarpe, ha dato nuova vita a più di 345 milioni di bottiglie di plastica.

Completano il look delle scarpe un design sportivo ed un sistema ammortizzante Aerocore Energy.

I colori? Classici senza tempo: blu, grigio e nero.