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Alcuni eventi della settimana della moda di Parigi annullati

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Due eventi molto popolari alla settimana della moda di Parigi sono stati cancellati a causa della pandemia di coronavirus in corso, hanno annunciato gli organizzatori. La Federation de la Haute Couture et de la Mode (FHCM) ha affermato che le sfilate uomo e di alta moda sono state annullate per motivi di sicurezza e salute. Le sfilate erano programmate a giugno e luglio nell’ambito della settimana della moda di Parigi.

In una dichiarazione, l’FHCM ha affermato di “lavorare attivamente con i suoi membri su possibili alternative”, senza fornire ulteriori dettagli. Le grandi case di moda francesi sono tra le molte aziende che soffrono a causa della pandemia. Alcune case di design francesi, tra cui Yves Saint Laurent e Balenciaga del lussuoso gruppo Kering, stanno producendo ora mascherine chirurgiche.

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Fédération de la Haute Couture et de la Mode

@FHCM

L’épidémie appelle à protéger nos maisons, leurs collaborateurs et tous ceux qui travaillent pour notre industrie.Par conséquence, le CODIR de la considère que les conditions ne sont pas réunies pour permettre le déroulement de la et

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Per la moda un’estate a pois

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Da New York a Milano, le collezioni femminili per la primavera/estate 2020 sembrano essersi ispirate ai look delle protagoniste di Carosello. Il black and white ricorda gli abiti bicolore veicolati dagli schermi televisivi pre-Technicolor. Tra i pattern spopolano i pois e le righe. In versione maxi o poco più grandi di un puntino, i cerchi decorano tailleur immacolati o long dress di ispirazione iberica. La palette cromatica dà il benvenuto al verde lime, una tonalità perfetta per non passare inosservate durante i party a bordo piscina. Le più romantiche potranno fare affidamento sulle nuance pastello che ricordano l’eleganza naturale delle grandi dive, da Grace Kelly a Audrey Hepburn.

Tanto di cappello
È possibile che Marc Jacobs si sia ispirato al celebre spot di un cioccolatino italiano? Probabilmente no, ma il suo look total yellow con cappello a tesa larga è stato tra i più condivisi sui social network. Dopo New York anche Milano ha visto susseguirsi sulle passerelle gli ampi copricapi dall’allure retrò.    

Fascino a pois
In inglese vengono chiamati ‘polka dots’ in relazione all’omonima danza folcloristica di origine ceca. In Italia, invece, il pattern contraddistinto da cerchi pieni è più comunemente associato ai costumi tradizionali spagnoli. Lo conferma la collezione P/E 2020 di Moschino che rende omaggio al Cubismo di Picasso.

Patchwork mania
“Tessuto costituito da pezzi di vari colori e di forme diverse cuciti insieme in modo da formare un tutto variopinto”. Il dizionario Treccani spiega chiaramente ciò che molti luxury brand hanno messo in pratica. Abiti patchwork che mixano motivi e nuance, texture e applicazioni. Dalla maglieria di Missoni alle ispirazioni nipponiche di Marras.

Momenti pastello
Leggere, delicate, eteree. Dal rosa pesca al giallo paglierino, le nuance vengono diluite come colori ad olio sulle ampie tele di Georgia O’Keeffe. Dagli impalpabili maxi dress di Alberta Ferretti alle sofisticate texture create da Giorgio Armani; la seduzione a tutti i costi lascia il posto al fascino senza tempo del romanticismo.   

Tendenze parallele
Colori fluo di ispirazione sportswear da Iceberg. Bande orizzontali realizzate a maglia per Salvatore Ferragamo e Tiziano Guardini. Le righe si rincorrono senza incontrarsi mai su abiti dalle grafiche vibranti, come quelli marinière creati da Jean-Charles de Castelbajac per la seconda sfilata di United Colors of Benetton.

Duopolio cromatico
Luce e buio. Giorno e notte. Bianco e nero. Gli opposti si attraggono senza contemplare mezze misure. Daniel Lee opta per illustrazioni jungle sulla passerella di Bottega Veneta, Riccardo Tisci sceglie grafismi simili ad elettroencefalogrammi, Chiara Boni rivisita in chiave contemporanea il fascino hollywoodiano anni 50.

Acido acida
Il ‘neon rock’ di Jeremy Scott ha inaugurato la New York fahion week. Il verde declinato nei suoi pigmenti più acidi ha poi fatto breccia sulla passerella di Tom Ford passando per quella londinese di Preen e approdando, infine, anche a Milano. I ‘little green dress’ visti da Versace e Peter Pilotto non ammettono esitazioni.

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Dior: una mostra a Roma aspettando Lecce

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“Io Dico Io – I Say I” (“Je dis je” in francese) è il titolo della mostra che si terrà dal 23 marzo al 21 giugno 2020 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, sostenuta da Dior,  in attesa della grande kermesse di Dior del 9 maggio a Lecce. Ispirata alla personalità emblematica dell’arte femminista italiana degli anni ’60 e ’70 e a Carla Lonzi, a cui è dedicata la mostra, Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa della maison francese Dior, nella sua collezione autunno-inverno 2020-2021 di pret a porter porta la sua riflessione sui collegamenti tra corpo, femminismo e femminilità. Dalle immagini della sua adolescenza, la stilista traccia un percorso iniziatico verso l’assertività, attraverso l’arte e la moda.

Pertanto, quadri e pois, gonne lunghe e a pieghe, bianco e nero, frange e plissè, modellano ogni capo, in nome di liberazione e libertà. Progettata dall’artista Claire Fontaine, la scenografia della sfilata, cantando le parole “I say I” – tradotta dal manifesto “Io dico Io” della critica d’arte e femminista Carla Lonzi, la passerella è stata coperta da pagine del quotidiano Le Monde, una nuova versione del Newsfloor, intitolato Le Monde pixélisé, dopo una fotografia di Henri Matisse scattata da Robert Capa nel 1949. Sospese frasi luminose, in colori al neon. “Non importa da dove iniziamo …” sono sospese per aria.

Per la sua collezione ready-to-wear autunno-inverno 2020-2021, Maria Grazia Chiuri disegna un atlante delle emozioni attraverso il suo diario adolescenziale. Due foto di sua madre. Le immagini riappaiono, comprese quelle delle attrici che hanno rappresentato un modello per i clienti del laboratorio Dior. La couture di sua madre, proprio come l’art director che ha usato la moda per affermarsi, ribellarsi, dire agli altri come voleva essere guardata. Poi arrivano le fotografie del passato di cui lei si è riappropriata nella visione di oggi: lo studio di Germana Marucelli a Milano, progettato dall’artista, o quello di Mila Schön, o di Ugo Mulas, e infine i ritratti di Carla Accardi.

Da qui il nuovo dizionario fashion di Dior: i jeans nei colori delle piastrelle che il signor Dior amava. “Mi piacciono molto le piastrelle che danno un tono giovane, portano un tocco di fantasia elegante e rilassato. C’è anche la giacca da marinaio e le gonne a pieghe. Piccoli colletti con lacci. Bianco e nero. Tutto questo è al centro da una collezione perfettamente equilibrata. Una sciarpa a pois, trovata negli archivi Dior, diventa il punto focale di abiti dalle diverse lunghezze, esplorando le infinite possibilità di questa stampa. Senza dimenticare le frange, un ornamento in movimento sulle lunghe gonne. La maglia è declinato seconda tutti gli elementi essenziali di un guardaroba: maglioni, giacche, gonne, pantaloni.

Lo spazio della sfilata è un’occasione per coinvolgere la mostra che Claire Fontaine ha esposto alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, a Roma, che ora ospita gli archivi di Carla Lonzi, figura carismatica, critica d’arte prima di impegnarsi nella rivolta femminista. Pronunciare queste parole in inglese – “I Say I” – non appena si entra nella parata, lo consente per far emergere la storia di una potente assertività. Sono il simbolo di una gioiosa singolarità, in nonché un modo creativo e collettivo per affrontare le molteplici sfaccettature della soggettività femminile.

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Amazon fa disegnare la collezione dai follower

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Amazon Fashion ha lanciato la collezione ‘The Drop by You’. Dopo il successo di ‘The Drop’, una limited edition disegnata nel 2019 dalle influencer internazionali di maggiore successo, la piattaforma ha svelato una nuova linea firmata da stilisti altrettanto particolari.

Gli oltre 90mila follower di Instagram, infatti, sono stati coinvolti nella scelta di colori, tessuti e stili da moodboard basate sugli attuali e upcoming fashion trend. La collezione in edizione limitata, disponibile esclusivamente per 30 ore a partire dalle ore 18.00 del 5 febbraio sull’app di Amazon o su amazon.it/thedrop, comprendeva sei articoli venduti a un prezzo compreso tra 27,90 e 47,90 euro.

Presentando l’iniziativa, Karthik Anbalagan, Head of New Programs di Amazon Fashion, ha commentato: “Seguiamo sempre i nostri acquirenti e ascoltiamo i loro feedback per ispirarci, migliorando ogni giorno le nostre selezioni e offrendo shopping experience innovative. Questa linea è unica perché abbiamo coinvolto le nostre consumatrici che hanno partecipato in prima persona e abbiamo seguito le loro opinioni per creare dei pezzi che sappiamo ameranno”.

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Acquisti un falso? Per la Z Generation è tutto ok

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L’acquisto di prodotti contraffatti non solo è una scelta consapevole, ma è anche dichiarata. È quanto emerge dal preoccupante report elaborato dall’International Trademark Association americana sulle abitudini di consumo della Z Generation, i nati tra il 1995 e il 2014. Secondo il recente studio, il 71% dei rispondenti ha acquistato un prodotto fake nell’ultimo anno. Il potere di acquisto limitato è il principale motivo che spinge i giovani all’acquisto di prodotti non autentici.

Il dato incoraggiante è che il 35% prevede di acquistarne meno in futuro. Tuttavia, il 64% dei giovani intervistati conferma di aver avuto un’esperienza positiva nell’acquisto di prodotti contraffatti.

L’acquisto di merce contraffatta non riguarda solo la Z Gen. Secondo un report del marchio di software Incorpo, nel 2019 il 26% degli acquirenti ha comprato per sbaglio un prodotto fake, di questi il 52% ha quindi perso fiducia nel marchio, ma il 32% ritiene invece che comprare prodotti contraffatti di abbigliamento, gioielli e pelletteria sia del tutto accettabile.

Piers Barclay, Chief Strategy Officer di Incorpo, prova ad elaborare una strategia per combattere la contraffazione: “È importante investire nell’educazione all’acquisto da parte di figure leader come influencer, marketplace digitali, legislatori, brand, motori di ricerca, tutti impegnati nel combattere una caduta ancora più profonda negli abissi del mercato nero”.

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Milano Moda Donna, oltre 180 appuntamenti

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Milano Moda Donna fa il pieno di eventi. La Camera Nazionale della Moda Italiana ha svelato il calendario della prossima edizione della manifestazione dedicata alle collezioni femminili A/I 2020-21 che si svolgerà dal 18 al 24 febbraio. Sfileranno 54 collezioni e sono previste oltre 90 presentazioni e 32 eventi per un totale di 188 appuntamenti. Torneranno in passerella Moncler e Philipp Plein, in formato co-ed, mentre debutteranno nel calendario di Milano Moda Donna Ports 1961Gilberto Calzolari e Vìen, entrambi supportati da Cnmi. Nonostante il calo, le sfilate co-ed restano numerose: Agnona, che presenterà la sua prima collezione uomo, Antonio MarrasAtsushi NakashimaBossBottega VenetaFilaGcdsFrankie MorelloMissoni e Versace. Presenteranno per la prima volta in calendario Moon BootGiordano Torresi e Patrizia Pepe.

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Ambiente: tutela animali selvatici e biodiversità, l’impegno di Gucci

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Gucci, uno dei marchi della moda lusso più famosi al mondo, ha aderito a The Lion’s Share Fund, un’iniziativa di raccolta fondi unica nel suo genere, a sostegno della tutela degli animali selvatici e della biodiversità, attiva a livello globale. Sotto la guida del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e con il supporto di aziende private e partner delle Nazioni Unite, il Fondo mira a raccogliere oltre 100 milioni di dollari l’anno nei prossimi cinque anni per la protezione della fauna selvatica, il benessere degli animali e il clima, chiedendo ai marchi di destinare una quota dello 0,5% dei loro investimenti pubblicitari, ogni volta che un animale compare nelle loro pubblicità.

La partnership con Gucci, spiega Achim Steiner, amministratore del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, “conferma la continua evoluzione di questo fondo innovativo, che offre alle aziende di tutti i settori un’opportunità unica per unire le forze e contribuire a preservare e tutelare la biodiversità in tutto il mondo. Negli ultimi 50 anni, la metà degli animali selvatici del nostro pianeta è scomparsa, mentre i loro habitat naturali e gli ecosistemi vengono distrutti ad un ritmo senza precedenti per ragioni legate all’attività dell’uomo. The Lion’s Share è un’idea tanto innovativa quanto semplice e che ha un impatto reale sulla protezione della fauna selvatica”.

“The Lion’s Share Fund rappresenta un importante nuovo tassello della nostra strategia di conservazione. La natura e gli animali selvatici sono costante fonte di ispirazione per Gucci e fanno parte integrante della nostra storia narrativa, attraverso le nostre collezioni e campagne. Con le crescenti minacce alla biodiversità del pianeta, iniziative innovative come The Lion’s Share Fund possono concretamente fare la differenza, entrando in contatto in maniera organica con la comunità imprenditoriale attraverso azioni dirette volte alla protezione degli habitat naturali e delle specie maggiormente minacciate” afferma Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci.

Sullo stesso piano, continua Bizzarri, “Gucci è ormai un’azienda interamente carbon neutral, inclusa l’intera supply chain, e compensa annualmente tutte le sue emissioni residue attraverso il sostegno a progetti Redd+ che supportano la conservazione delle foreste e della biodiversità in tutto il mondo”.

Lanciato a settembre 2018, il fondo contribuisce attraverso finanziamenti a migliorare i sistemi di radiocomunicazione utilizzati dalle guardie forestali della Riserva nazionale Niassa in Mozambico per svolgere azioni di tutela della fauna selvatica e per debellare completamente il bracconaggio degli elefanti all’interno della riserva. Il fondo sovvenziona inoltre l’acquisto di terre per la creazione di zone protette per le popolazioni di oranghi, elefanti e tigri in pericolo in Sumatra Settentrionale, in Indonesia.

Gli animali appaiono in circa il 20% di tutte le pubblicità nel mondo, eppure non sempre ricevono il sostegno che meritano. Il progetto The Lion’s Share Fund offre alle aziende la possibilità di intraprendere azioni immediate e significative per contribuire attivamente alla tutela degli animali selvatici e del loro benessere, tramite una campagna di raccolta fondi sostenibile.

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Se anche Macy’s si arrende agli e-commerce…

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Chi ama lo shopping com me ed è stato a New York almeno una volta nella vita non può non aver fatto un salto da Macy’s, il Grande Magazzino più conosciuto della Grande Mela (151 West 34th Street), che  vanta addirittura essere il più grande al mondo con le sue dimensioni che occupano un intero isolato. Nato nel 1858, ha sede nell’attuale edificio nel cuore di Manhattan dal 1902, unico sopravvissuto a un secolo di cambiamenti, è un’istituzione anche perché, fin dal 1924, organizza la mitica parata di Thanksgiving: la sfilata in costume epicentro della sentitissima Festa del ringraziamento.

Purtroppo Macy’s sta studiando nuovi modelli di negozi per sopravvivere alla concorrenza dell’e-commerce e negli scorsi giorni, l’insegna simbolo dello shopping americano ha annunciato la chiusura di 125 punti vendita nei prossimi tre anni. Di questi, 29 verranno dismessi già quest’anno con tagli all’organico che riguardano circa 2mila persone (il 10% circa dei dipendenti totali).

La strategia di crescita di Macy’s punta ora sull’upgrade degli store con strategie di marketing mirate e investimenti in tecnologia. Il gruppo lancerà inoltre un nuovo format di vendita, Market by Macy’s, che prevede negozi di dimensioni più ridotte e fuori dai centri commerciali.  “Market by Macy’s – si legge nella nota del gruppo – presenterà un mix di prodotti e merci locali curati da Macy, oltre a proposte food dedicate a ogni zona e un robusto calendario di eventi in grado di coinvolgere la comunità”. Il primo store con il nuovo format debutterà oggi a Dallas. Altro punto del piano di rilancio di Macy’s è la trasformazione della supply chain in chiave omnichannel, per favorire una migliore gestione degli inventari. Macy’s pubblicherà i dati relativi all’esercizio 2019 il prossimo 25 febbraio. I dati preliminari del solo quarto trimestre (che include la holiday season) evidenziano vendite per 24,5 miliardi di dollari, in leggera flessione a parità di perimetro.

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Stella McCartney presenta la sua linea di jeans biodegradabili

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Stella McCartney, pioniera del lusso responsabile, si appresta a lanciare una linea di jeans eco-compatibili in collaborazione con Candiani, leader nella produzione di tessuti denim ecologici. Icona del guardaroba di tutti, i jeans non hanno nulla di innocente in termini di impatto ecologico: uso di pesticidi e fertilizzanti, inquinamento dell’acqua da tintura, riciclaggio complesso. Stella McCartney, conosciuta per lei impegno per l’ambiente e la causa animale, ha unito le forze con Candiani, un’azienda italiana di denim sostenibile, per creare una prima linea di dieci modelli di jeans elasticizzati biodegradabili, realizzati grazie a innovativa tecnologia Coreva®.

La tecnologia brevettata Coreva® Stretch di Candiani è costituita da fili di erbe organici, avvolti attorno alla gomma naturale, ottenendo un tessuto estensibile e biodegradabile “privo di plastica e microplastiche”, come sottolinea la società. Specifica inoltre che i jeans sono realizzati in cotone organico “prodotto in un ambiente sicuro e senza prodotti tossici”. Il tessuto è realizzato con tecniche intelligenti che riducono “il consumo di acqua, energia e sostanze chimiche utilizzate nei processi di tintura e lavanderia”.

La linea risultante dalla collaborazione tra Stella McCartney e Candiani sarà colorata usando due tecniche di tintura: Kitotex Vegetal, un ingrediente brevettato in cui un derivato di funghi e alghe viene utilizzato come sostituto di agenti chimici convenzionali; e Indigo Juice, che mantiene la superficie dell’indaco sul filo e consente di risparmiare acqua.

Questo nuovo denim sarà disponibile nella collezione Autunno 2020 di Stella McCartney, nei negozi e su stellamccartney.com a partire da maggio 2020.

 

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Mastrogeppetto Vintage-must del passato. La Moda del futuro, borse Louis Vuitton, Chanel, Hermes, Gucci

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Borse Louis Vuitton, Chanel, Hermes, Gucci: La moda vintage non è più una nicchia per pochi appassionati, ma una tendenza che potrebbe anche salvare il pianeta.

I maggiori utilizzatori di accessori vintage, di borse must have del passato sono vip ed influencer, lo sa bene Lualdo Nettuno, creatore del brand di lusso Mastro Geppetto Vintage, primo canale social su outfit e borse di lusso second hand con oltre 180k follower all’attivo e un trend in continua ascesa.

Lualdo è un resseller del vintage esperto e intenditore, sinonimo di affidabilità e di autenticità; il suo lavoro non è solo acquistare e vendere, ma anche stimare, periziare ed occuparsi di intermediazione tra collezionisti privati, acquirenti che si rivolgono a lui per trovare pezzi rarissimi.

L’attività di Lualdo è cominciata nel 2008, ma è nel 2013 che arriva la svolta, apre il primo negozio Vintage nella I° Traversa Vittorio Veneto a Torre del Greco, in provincia di Napoli.

In poco tempo seguirà l’inaugurazione degli altri due negozi.

Oggi una intera strada è occupata dalle sue botteghe, un percorso dove trovare esclusive borse di lusso, Louis Vuitton, Chanel 2.55 o le bags Kelly della Hermes, borse Gucci, Fendi, Burberry e molto altro.

La genialità del patron Lualdo Nettuno sta nelle sue capacità e nell’esperienza acquisita come stimatore e conoscitore del vintage, con i suoi viaggi nel mondo per scovare i pezzi migliori e introvabili, un social man che proprio attraverso i social è divenuto un punto di riferimento del vintage, ma anche un giovane influencer che con il suo canale influenza e consiglia il pubblico.

Seguito non solo da gente comune appassionati di moda, ma anche vip; sul suo Instagram foto e video di personaggi @facchinetti, @chiaraferragni e molti altri.

Il mercatinovintage più influente al mondo, nato da una piccola bottega cittadina campana, attraverso il social e il web è divenuto un marketplace del lusso; attraverso telepromozioni il giovane influencer in fasce orarie intrattiene i suoi follower proponendo borse e accessori di lusso in diretta, mentre uno staff tutto al femminile risponde in direct o il linea con migliaia di clienti interessate.

Il successo di Aldo Nettuno è dovuto alla sua capacità di fare comunicazione e all’esperienza acquisita nel ricercare e riconoscere i veri prodotti del lusso importati da tutto il mondo, da ultimo la fiera del Vintage a Miami i primi di gennaio ed il viaggio appena concluso a Tokyo alla ricerca di nuovi prodotti vintage, oltre allo shooting della nuova campagna marketing con uno staff di influencer quali Zoe CristofoliVirginia StablumEleonora Rocchini e Martina Chiella.

Non resta che seguire le social promozioni di Mastrogeppetto Vintage e guardare al futuro ricercando i prodotti intramontabili del passato.

Visita il sito: https://www.mastrogeppettovintage.it/it/