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“Cosmogonie” ed è subito spettacolo con Gucci

da | Sfilate

gucci cosmogonie 102

Gucci sceglie la cornice suggestiva di Castel del Monte, ad Andria, in Puglia, per presentare la sua collezione Resort 2023: “Gucci Cosmogonie”, ispirata all’opera del filosofo Walter Benjamin.

Di questo intellettuale Alessandro Michele, direttore creativo della maison fiorentina, apprezza soprattutto la sua capacità di unire “ieri e oggi”, proprio questo è l’obiettivo di Gucci in questa sfilata.

Il castello costruito da Federico II di Svevia diventa un luogo misterioso, unico, uno spettacolo scintillante.

Tanti i volti noti da Dakota Johnson a Lana Del Rey e i Maneskin in prima fila.

gucci maneskin castel del monte

I giochi di luce sulle mura di Castel del Monte, la notte già estiva e la colonna sonora firmata Abel Korzeniowski fanno il resto: la sfilata è suggestione pura, un incanto fuori dal tempo.

I modelli di Gucci sfilano su una passerella di legno che corre intorno alla pianta ottagonale di Castel del Monte.

In passerella si alternano completi anni Quaranta e jeans ricamati in stile Tom Ford, abiti trasparenti e cappotti in pelo colorato, tornano abiti in pelle e guanti in vinile. Il logo di Gucci è inciso sui modelli, i cui capelli sono rasati ad arte per simulare la doppia G.

Gli abiti da sera si accendono delle luci del firmamento, con strascichi di cristalli e paillettes, mentre su abiti e cappe sono ricamate le costellazioni. La variopinta palette di colori si arricchisce delle sfumature del cielo stellato: blu notte, nero, oro e argento.

Gli abiti brillano, sono luccicanti come le stelle del firmamento.

Dice Alessandro Michele prima della sfilata “oggi fare moda non è più fare un solo mestiere. Non è più fare il sarto o il couturier che si mette al servizio dei clienti. Oggi mettere insieme una collezione vuol dire raccontare la propria idea del mondo attraverso i vestiti che, a loro volta, non sono più al servizio di un’occasione. Perché la moda è esplosa, cerca ci parlare a tutti, non è un geroglifico destinato a un’elite. La moda è la moda anche senza il business che ha creato. La moda esiste indipendentemente dalla presenza dei designer anche se il sistema l’ha resa una piattaforma molto redditizia. Oggi fare il mio lavoro vuol dire entrare in una specie di linguaggio multiplo: personalmente, quando lavoro viaggio attraverso le forme, i colori, le referenze multiple…ma alla fine non si può prescindere dal fatto che un vestito ha, anzi deve avere, un rapporto con il corpo”.

Sfilano abiti sottoveste trasparenti, mantelli di tulle, dettagli in pelle e latex, stivali che avvolgono le gambe come calze borchiate, lunghi vestiti scintillanti e completi con i segni zodiacali ricamati.

Sono molti i riferimenti a un mondo opulento, tanta cari al designer di Gucci. Non mancano, quindi, pellicce, corone e collier di perle multifilo.

A sorprendere sono gli accessori: gioielli per il viso d’ispirazione tribale o le borse dalle forme più stravaganti, come quella a fragola o a testa di diavolo, maxi occhiali con lenti colorate, cappelli.

Organizzare questa sfilata sarà stato un compito molto arduo, ma è riuscita alla grande, un vero show.

 “Gucci Cosmogonie”, una giornata irripetibile, un avvenimento unico nel suo genere.

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