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Costumi eco dalle reti da pesca abbandonate in mare

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Ammettiamolo, la prova costume non è mai facile, per nessuno! Se a tutto questo aggiungiamo costumi da bagno che non vestono bene e che non seguono perfettamente ogni nostro minimo movimento, non ci sentiremo mai pronti per scendere in spiaggia o in piscina.

Ecco perché tutti i tessuti per costumi da bagno di Carvico e Jersey Lomellina vengono studiati, sviluppati e proposti al mercato solo dopo il superamento di test fisici e visivi molto severi. L’ingrediente premium per garantire perfetta vestibilità è sicuramente l’elastomero. Un elastomero che resiste al cloro, alle creme e agli oli solari più del doppio rispetto agli elastomeri standard. Inoltre troviamo tessuti per costumi da bagno che, grazie alla loro innovativa costruzione, resistono anche alla sabbia: niente più granelli tra le fibre!

L’ultima innovazione sono I bikini ricavati anche da reti da pesca abbandonate. Parliamo di Ecochic, rifiuti marini destinati a tornare in mare, sotto forma di costumi ad alta sostenibilità, 640.000 tonnellate di reti da pesca abbandonate negli oceani, oltre 13.000 tonnellate di plastica gettate in mare ogni anno. Dotata di un impianto di pre-trattamento delle acque reflue e di un impianto di co-generazione energetica, Carvico è stata tre le prime aziende nel mondo ad aderire al protocollo di Kyoto nel 2005, ed è da sempre fortemente impegnata sui temi ambientali.

Questo impegno passa anche attraverso la scelta di materie prime riciclate. Sono molti i brand che scelgono gli ecotessuti di Carvico per produrre le proprie collezioni.

Carvico (insieme a Jersey Lomellina SpA – altra azienda del Gruppo Carvico n.d.r.) detiene dal 2013 l’esclusività del filo Econyl® – filo di poliammide 100% rigenerato da materiali di scarto pre e post consumer tra cui anche le reti da pesca ormai giunte a fine vita – per la realizzazione di tessuti destinati alla confezione di costumi da bagno. Dal 2016, coerentemente con la mission aziendale, è tra gli stakeholder di Healthy Seas – a Journey from waste to wear, ONG che si occupa di recuperare sui fondali degli oceani le reti da pesca abbandonate (un tempo fatte di materiale riciclabile – canapa e cotone – ma oggi prodotte in materiali sintetici come nylon, polipropilene e poliestere), vere trappole mortali per flora e fauna marina, per farle entrare in un circolo virtuoso di recupero e rigenerazione dei rifiuti e dar vita a nuovi prodotti tessili riciclati.

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