L’accessorio vintage tornato prepotentemente alla ribalta delle passerelle è sicuramente il foulard in tutte le sue declinazioni: motivi geometrici, floreali, equestri, campeggiano tra i capelli, sulle spalle, al collo, sui manici delle borse di ancheggianti modelle nelle sfilate dei guru del fashion system.

Foulard Gucci – Modello Flora

Quindi vi chiederete voi: cosa vuoi raccontarci di nuovo? Beh di nuovo forse nulla, ma di curioso o quantomeno originale ho un suggerimento. Innanzitutto vorrei ricordare con voi perché scegliere un foulard vintage: sicuramente perché ha in sé una storia di donna, poi per la qualità della seta, impareggiabile per morbidezza e lucentezza rispetto alle attuali, poi per essere il ricordo di un gusto nei motivi, nelle forme  nei colori che non hanno nulla da invidiare a quelli attuali.

Foulard Loewe

Io ne acquisto di continuo perché sono nuvole di bellezza trasportate dal vento del tempo che mi piace trattenere per un po’ con me, per poi lasciar andare di nuovo magari tra le mani di chi verrà dopo di me.

Ma c’è un altro modo per goderne la bellezza: farne dei quadri.

Qualche giorno fa in uno dei miei raid a caccia del “tempo che fu” nei mercatini dell’usato, mi sono imbattuta in una tela rivestita da un foulard di seta di Coveri nei colori del bianco, nero oro e rosso che vi assicuro faceva un effetto spettacolare e l’ho subito immaginato alla parete della mia camera come testata del letto o dietro la poltrona del salotto o sulla mia vasca da bagno o lungo il corridoi che porta alla zona notte… insomma ho capito che avevo a casa tanti ma tanti potenziali quadri da poter allestire una mostra al Louvre.

Sull’onda dell’ispirazione, al mio rientro, ho preso il mio foulard vintage preferito, un Montero anni ’70 con motivi equestri, e sono corsa dal corniciaio. Da ieri capeggia sul mio camino uno splendido quadro che fa tanto salotto vittoriano… God save the Queen ed i foulard vintage!

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