Sono passati 4 anni dalla prima querela presentata da Giovanni Ria contro il colosso mondiale dell’e-commerce per aver utilizzato un suo mosaico sui loro vestiti venduti in tutto il mondo. Come già successo per due volte a Lecce, anche il giudice di Biella ha disposto altri sei mesi d’indagine per capire “se vi siano altri responsabili”, “quanti capi d’abbigliamento siano stati messi in vendita in Italia” e “chi abbia commissionato la fornitura”.

Il giudice per le indagini preliminari Arianna Pisano, ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Mariaserena Iozzo sul caso dell’artista Giovanni Ria, che ha querelato la società di vendita di abbigliamento online Bonprix per violazione del diritto d’autore. Secondo il giudice: «si rende necessaria la prosecuzione delle indagini, sia in ordine alla responsabilità dell’indagato che all’estensione di responsabilità in capo ad altri membri e di altre società collegate a Bonprix». La querela di Ria contro il colosso mondiale dell’e-commerce Bonprix è per aver utilizzato un suo mosaico, la Madonna della Pace, su magliette e vestitini della collezione Rainbow 2015, venduta in tutto il mondo.