“Chi è nella Moda, è già fuori moda”. Una frase che la dice tutta sulla filosofia creativa di un’icona della moda come Roberto Capucci, classe 1930, non uno stilista come gli altri, ma un artista prestato all’haute couture.
Capucci è l’inventore degli abiti-scultura, capolavori di tessuto modellato come opere d’arte, che continuano a essere esposti nei musei di tutto il mondo, apprezzati dalle signore di un’epoca ormai finita. “C’erano Silvana Mangano, la principessa Pallavicini, la contessa Crespi. Eleganti e meravigliose sempre.
Ora cammini in centro e vedi solo pizzerie e donnone con l’ombelico scoperto, lo slip che spunta dai pantaloni e l’orrida spallina del reggiseno, stivaletti bianchi, jeans rotti”.
Certamente, come tutti i grandi couturier Capucci, definito da Dior “il miglior creatore della moda italiana”, avrebbe voluto il mondo popolato solo da donne eleganti. A raccontare il genio è un docu-film di Ottavio Rosati, presentato al Museo dell’Ara Pacis e poi in home video Istituto Luce Cinecittà.