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Barbour: Il ritorno dello stile nonno che conquista i Millenials

Barbour: Una moda vintage rivitalizzata

L’onda di popolarità del vecchio Barbour vintage

Le giacche cerate Barbour stanno vivendo una nuova ondata di popolarità riscuotendo successo tra i Millenials, appassionati dello stile ‘nonno’. Questi capi iconici, tra cui le giacche cerate, il velluto a coste, i mocassini, gli accessori in pelle di pecora, la maglieria luminosa e le stampe eclettiche, sono tornati di moda, portando i dettagli di moda dei nostri nonni nel guardaroba moderno del 2024.

Barbour.
Alexa Chung

Lo stile british delle giacche cerate

Le giacche cerate Barbour rappresentano perfettamente lo stile british, pensate per gli amanti dell’aria aperta e adatte sia a escursioni a piedi, in bici o passeggiate a cavallo. La giacca trapuntata, reversibile e pieghevole è stata introdotta negli anni ’70, diventando un’icona di stile presente nel dizionario della moda.

I dettagli delle giacche sono rimasti pressoché invariati da 125 anni, ma ora la ceratura viene realizzata con una nuova formula, mantenendo la produzione nello stesso stabilimento di South Shields. Cotone cerato da 6 once, colletto in velluto a coste, cerniera a doppio cursore e tasche su fronte e retro, sono le sue caratteristiche.

Pip Waterproof Breathable Jacket by Alexa Chung

Il classico Barbour Beaufort

Il modello Beaufort di Barbour è un capo iconico, paragonabile alle All Stars di Converse o ai Levi’s 501, consolidandosi come tale per oltre quarant’anni. Fondato nel 1894 da John Barbour a South Shields, nel nord-est dell’Inghilterra, l’obiettivo iniziale dell’azienda era vestire pescatori e marinai.

Quando John fondò l’azienda nel 1894 a South Shields, nel nord-est dell’Inghilterra, il suo obiettivo era quello di vestire pescatori e marinai proteggendoli dall’avverso clima britannico. Nonostante questo, l’obiettivo di Dame Margaret Barbour quando progettò e lanciò la Beaufort Jkt nel 1983 era ben più alto: l’idea era quella di creare una giacca da caccia che si differenziasse dai classici modelli spogli usati nel Regno Unito e si elevasse a uno stile più ricercato come lei stessa aveva visto in Francia.

Questo modello ha raccolto grande notorietà essendo un capo amato anche dalla Regina Elisabetta e, recentemente, adottato anche da Kate Middleton. La Regina era così affezionata al suo Barbour Beaufort Jkt che, quando il marchio le offrì di sostituire il modello cerato con una versione più recente, scelse di tenere il suo originale amato per 25 anni. Ora il trend è ripreso anche da Kate Middleton.

Per i suoi impegni pubblici più rilassati la principessa del Galles sceglie la giacca cerata e gli stivali simbolo dell’abbigliamento inglese, indossati da sempre dalla royal family. Barbour ha ricevuto ben tre Royal Warrants, ovvero i marchi di onorificenza riconosciuti nel tempo dal Duca di Edimburgo, dalla Regina Elisabetta II e dal Principe Carlo.

Dai classici cerati, ai cappotti, piumini e smanicati, rigorosamente Barbour campeggiano nella serie TV Netflix The Crown in cui l’intera famiglia reale, così come i loro amici e a collaboratori, indossano tutte le versioni possibili di giacche.

Ma non solo Windsor. Il B. Beaufort è stato indossato nei decenni anche da Alex Turner degli Arctic Monkeys, da Sloane Ranger per eccellenza Lady Diana, Alexa Chung, Pixie Geldof, Lily Allen, Tony Blair e George Bush.

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Il marchio Barbour nel mondo della moda

Ancora gestito come un’azienda a conduzione familiare di quinta generazione, il brand è oggi distribuito in tutto il mondo, direttamente nel Regno Unito e in Irlanda, e attraverso filiali di proprietà in Germania e negli Stati Uniti. Ha inoltre accordi di partnership esclusivi in altri mercati esteri chiave.

Barbour è tuttora un brand a conduzione familiare di quinta generazione presente in oltre 55 paesi in tutto il mondo tra cui, oltre all’Italia, Germania, Spagna, Francia, Stati Uniti e Giappone. Oltre ai due store milanesi, il marchio è conta altri sei monomarca italiani a Roma, Torino, Firenze, Bologna, Padova e Pescara.

Ha ottenuto notorietà a livello globale e ha mantenuto prezzi stabili nonostante l’incremento dei costi, anche grazie alle numerose collaborazioni strette negli anni, da quella con il brand scandinavo GANNI, a quella con la it girl inglese Alexa Chung, fino al marchio streetstyle Supreme.

A quarant’anni dalla nascita del Barbour Beaufort, a South Shields sono state realizzate delle giacche in Limited Edition nei colori originali salvia caratterizzate da un’etichetta speciale e con quaranta pezzi unici Beaufort Re-Loved.

Barbour re loved

Ultimamente Barbour ha creato con il marchio Palm Angels un’inedita rivisitazione cromatica della Bedale Wax Jacket. I due marchi hanno re-immaginato la giacca, progettata e prodotta nel 1980 con la praticità richiesta dall’equitazione, in colori unici mai visti prima su una cerata: rosa acceso, nella foto, ibis scarlatto e giallo fluo, (palmangels. com, barbour.com).

La prossima’ultima è Barbour x Gucci, una collezione che è una riverenza per la moda sostenibile, creata come parte del progetto Gucci Vault. L’abbigliamento esterno è realizzato interamente con materiali di scarto, quindi è doppiamente degno di nota. In generale, l’intera collezione è bella. Ma la principale e indiscussa preferita è la giacca di velluto rosso brillante.

Notorietà del marchio Barbour

Con una sentenza, la n. 13090 del 25 maggio 2013, la Corte di Cassazione ha affrontato nuovamente il tema della notorietà del marchio e della relativa tutela. La controversia tra la società Barbour, che produce e commercializza abbigliamento, ed una società che produce articoli di cartoleria e pelletteria, è relativa alla richiesta da parte della prima dell’inibizione dell’uso del marchio “Barbour” alla seconda, al fine di evitare forme di parassitismo commerciale.

La Suprema Corte sul punto è stata molto chiara e decisa: “in relazione ai marchi cosiddetti “celebri” – ai quali il pubblico ricollega non solo un prodotto, ma un prodotto di qualità “soddisfacente” e che quindi garantiscono un successo del prodotto stesso a prescindere dalle sue qualità intrinseche – occorre tener conto del pericolo di confusione in cui il consumatore medio può cadere attribuendo al titolare del marchio celebre la fabbricazione anche di altri prodotti, non rilevantemente distanti sotto il piano merceologico e non caratterizzati – di per sé – da alta specializzazione, cosicché il prodotto meno noto si avvantaggi di quello notorio e del suo segno”.

In tal modo alla Barbour è stato riconosciuto l’uso esclusivo del proprio brand proprio perché divenuto oramai notorio.