celebri angioletti, i colori, i negozi che non erano solo un luogo dove acquistare abiti, ma veri e propri ritrovi: Fiorucci ha raccontato un’epoca, anzi forse l’ha anche un po’ plasmata, e negli anni ’70 – ’80 è stato un marchio must have. Ancora oggi Fiorucci brilla, con un negozio a Londra. Se non avesse amato i viaggi in modo così travolgente, Elio Fiorucci (1935-2015) non sarebbe stato l’artefice dell’impresa creativa e commerciale che l’ha reso celebre in tutto il mondo. Cruciale per lui è il suo primo viaggio a Londra, che è un po’ come mettere benzina sul fuoco: lui, che è cresciuto nella placida tranquillità del Lago di Como e nella austera Milano, in una famiglia che possiede un negozio di pantofole, si trova a Londra negli anni della Swinging London, quando le strade sono tutte un fermento, le ragazze fumano e indossano le minigonne, i ragazzi sono belli e sfacciati, passeggiano per Carnaby Street, comprano ai mercatini. Il confronto con Milano è impietoso: lì la moda è ancora impomatata, “vecchiotta”, tutta couture seria, rigorosa e classica, da sbadiglio. Quando rientra in Italia, il giovane Elio ha solo un’idea in testa: portare a casa quella stessa rivoluzione stilistica e culturale che ha visto sulle strade di Londra e nel negozio dell’amica Barbara Hulanicki, Biba.

1.Gli angeli

Si dice Fiorucci, si legge angeli: il simbolo della casa di moda, che negli anni è diventato un vero e proprio elemento da sfoggiare su magliette, cappelli, accessori.  Un marchio che diviene anche emblema dell’idea di moda del suo fondatore, fatta di leggerezza e bellezza. Bontà d’animo e ironia, come fa il suo logo storico con i due angioletti vittoriani stretti dietro al nome del marchio.

2.La moda

La moda scorre nel sangue della famiglia Fiorucci, Elio ha iniziato a vivere questo mondo sin da giovane collaborando prima con il padre e poi con una propria attività. Nel 1970 ha preso il via la sua produzione di vestiti, in particolare i jeans.  La sua convinzione: non prendersi sul serio è sexy. Nasce così il jeans “da donna”, quello attillato che portano oggi bellezze famose e non in tutto il mondo. E proprio in merito ai suoi iconici pantaloni, che accompagnano la figura femminile, si dice che l’idea sia nata quando lo stilista ha visto uscire dall’acqua un gruppo di donne con indosso i jeans. Per tutti Elio Fiorucci è stato lo stilista che ha raccontato la moda pop.

3.I negozi

Fiorucci ha dato vita a una nuova idea di negozio: non più solo come luogo dove acquistare abiti, ma uno spazio dove incontrarsi, conoscere e ammirare anche altre cose: oggetti d’arredamento, gadget, artisti. I suoi store erano luoghi di incontro, di scambio e di cultura.

4.Io vip

Nel corso degli anni Fiorucci è stato un marchio molto amato anche dai vip, includendo in questo termine anche gli artisti. Primo fra tutti Andy Warhol che ne ha frequentato il negozio a New York, e poi Madonna che, ancora poco conosciuta, si è esibita a una festa per il 15esimo anniversario. Senza dimenticare l’artista Keith Haring che aveva decorato le pareti del negozio milanese. Tra gli altri estimatori di Fiorucci anche Bianca Jagger e Grace Jones.

5.La vita del marchio

Dopo un periodo di successi incredibili, sul finire degli anni Ottanta l’azienda ha vissuto un periodo di difficoltà finanziarie. È stata rilevata prima dai fratelli Tacchella di Carrera Jeans e poi dalla Edwin International società giapponese. Elio Fiorucci ha continuato a curare la linea del marchio e dando vita anche nuove idee. Dopo un nuovo passaggio di proprietà nel 2014 e poi la morte dello stilista nel 2015 a 80 anni, Fiorucci è stato acquisito da una nuova società, che a partire dal 2017 ne ha rilanciato il marchio e ha aperto un negozio a Londra.

A cinque anni dalla sua scomparsa, un libro illustrato monumentale, “Caro Elio-Un viaggio fantastico nel mondo di Fiorucci” (ed. Rizzoli), curato da Franco Marabelli in collaborazione con Franca Soncini e Pier Paolo Pitacco, raccoglie in 429 pagine ricordi, testimonianze, schizzi, fotografie e tanto altro a dimostrare la contemporaneità di Fiorucci. Testimonianze della sua grandezza, perché Fiorucci è stato il simbolo di un’epoca, del suo cambiamento e della sua cultura. Fiorucci è stato tra i protagonisti dell’ultima puntata della serie Made in Italy.

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