Oggi voglio ricordare la Regina Elisabetta II per i suoi outfit e per la sua continua ricerca del “bello” anche nella moda.

Si mostrava in pubblico con abiti sempre diversi e colorati, aveva la passione per i cappellini e per i guanti, per non parlare delle borsette che abbinava ad ogni look.

Ma vediamo, nello specifico, a chi si affidava per la scelta e la creazione dei suoi abiti.

Il primo sarto a cui la sovrana si affida è Norman Hartnell, nel primo dopoguerra, quando trovare tessuti di qualità era difficile anche per le classi nobili della società. In seguito ad occuparsi dei suoi outfit è Hardy Amies, seguito da John Anderson, Karl Ludwig Rehse, Stewart Parvin (il più giovane sarto ad aver vestito la Regina) e Angela Kelly.

La regina ha sempre indossato abiti creati su misura per lei che riflettevano il suo gusto e che negli anni ne hanno fatto un icona di stile; tra i colori preferiti della Regina, dai color pastello ai colori vivaci, erano presenti il giallo canarino (utilizzato per battesimi e nozze), il turchese e il viola, ma anche il verde e il rosa petunia.

Una piccola particolarità dei suoi look è che, per ogni abito o tailleur indossato, indossava anche delle spille, non se ne separava mai poiché donavano eleganza e sfarzo ad ogni completo.

Secondo la giornalista Sali Hughes, la Regina ha convenuto con i suoi cerimonieri che fosse suo dovere essere riconoscibile nella folla per rispetto della gente che la aspettava per ore solo per vederla. Per questo la scelta di sfoggiare colori sgargianti.

In occasione dei suoi 60 anni di regno, Pantone le ha dedicato un particolare omaggio: un campionario a margherita in cui veniva rappresentato ogni colore di abito da lei indossato.

Secondo l’autrice del libro The Queen: 70 Years of Majestic Style: “La regina mostra al mondo come si sente attraverso i suoi look”.

Nonostante il suo modo stravagante di vestire, non è mai stata fuori luogo con i suo abbinamenti, anzi, è considerata un’icona dello stile English ed era presa come spunto dalle signore dell’alta borghesia.

Anche la Regina però aveva i suoi momenti casual infatti, fuori dalle occasioni ufficiali, amava indossare stivali in gomma, camicia a quadri e berretti di tweed: a questo suo stile si sono ispirati diversi grandi nomi della moda, tra questi Max Mara che l’ha omaggiato nella scorsa sfilata autunno inverno.

Al di là del suo personale gusto e dello stile, la sovrana aveva l’obbligo di rispettare alcune regole ferree in fatto di guardaroba, un vero e proprio Dress Code: il nero veniva indossato solo per le commemorazioni, la lunghezza delle gonne non poteva essere mai sopra il ginocchio, né erano concesse le scollature.

Fino agli anni ’50 l’etichetta imponeva che le donne non mostrassero i capelli in pubblico, da qui l’uso dei cappelli, oggi però riservato solo alle occasioni più formali. La Sovrana indossava sempre cappelli di grandi dimensioni e molto colorati che però, dopo le 18 del pomeriggio, facevano spazio ai gioielli, abbinati volta per volta all’outfit del giorno.

L’uso dei guanti era legato in passato a ragioni igieniche, serviva infatti a limitare la trasmissione di batteri da una persona all’altra. In tempi più recenti i guanti sono diventati un accessorio fashion utilizzato sempre meno e in generale indossato solo nelle occasioni formali.

Per quanto riguarda l’uso dei guanti, in passato era legato a ragioni igieniche, serviva infatti a limitare la trasmissione di batteri da una persona all’altra. In tempi più recenti, i guanti sono diventati un accessorio fashion utilizzato sempre meno e in generale indossato solo nelle occasioni formali; se in passato non c’era occasione che non li richiedesse, a oggi solo durante gli eventi più importanti la regina li poteva indossare, a seconda che l’abito lo richiedesse oppure no.

Ad ogni modo, Il suo vestito da sposa, è a oggi ricordato tra quelli più famosi nella storia della Regina, il preziosissimo abito porta la firma di Norman Hartnell ed è composto da oltre 10 mila perle, seta, avorio, cristalli, fili d’argento e raso.

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