Il Covid ha stravolto la nostra esistenza e sta cambiando abitudini e stili di vita di tutti.

E con essi cambia anche la moda. Quasi una condizione inevitabile in un momento storico così particolare.

E così accade che, complice il forzato lockdown che ha interessato tutto il mondo, per un periodo di alcuni mesi le persone si sono vestite “a metà”. Si privilegiava la parte superiore del corpo, quella esposta alla vista della videocamera nelle riunioni su Zoom dei lavoratori in smart working. 

Le donne, più attente e preoccupate alla propria immagine, hanno curato soprattutto il décolleté e il trucco.

Si è così assistito a un picco di vendite di top stravaganti.

Gli uomini, invece, più sciatti e trascurati, hanno adottato uno stile casalingo, con camicia sopra il pigiama o sopra i pantaloni della tuta.

La moda nell’era Covid abbandona tutti i canoni classici, cancella con un colpo di spugna accessori che sembravano inamovibili. Ne riscopre altri vecchi di 70 anni e ne introduce altri ancora che sembrano usciti da un cartone animato.

“Le donne abbandonano i tacchi alti per scarpe comode, i tailleur per abiti con volumi ‘over’ – spiega la storica della moda Silvia Vacirca – ossia non perfettamente in taglia, un po’ abbondanti. Prediligono tessuti morbidi, che hanno fluidità.

La donna elegante oggi si veste a strati – aggiunge – come ha mostrato la recente collezione di Prada: completo giacca-pantalone, scarpe basse, camicia, magari cardigan con sopra il cappotto”.

“Tra le donne – aggiunge – il fenomeno del cosiddetto ‘Cottagecore style’ va per la maggiore, con abiti maxi, enormi, comodi, modelli premaman a stampe o colorati”.

Uno stile che è lontanissimo dall’idea classica di femminilità e che, malgrado sia nato prima della pandemia, secondo la storica della moda interpellata dall’AGI adesso ha preso piede con forza.

“Il modello femminile classico, quelle delle top model, è scomparso – spiega – e si è accentuata la tendenza che si basa sull’idea di ‘a-gender’, dell’annullamento di genere, per cui gli abiti diventano unisex”.

Le sorprese che riserva la moda al tempo del Covid non finiscono qui. E lo spiega ancora la professoressa Vacirca: “Tutti i brand del lusso stanno proponendo mascherine abbinate agli abiti, con tessuti.

Ma vanno anche oltre: la volontà di abbinare un accessorio fashion alla richiesta di sicurezza porta alcuni marchi a riproporre dopo 70 anni il velo e i guanti.

Si rivede la veletta che scende da un cappellino o da un cerchietto o un fermaglio.

Ovviamente è diversa da quella delle nostre nonne – precisa – sono glamour, con brillantini, giovanili. In quanto ai guanti, invece, spesso sono in tessuto di pizzo e si tratta soprattutto di accessori per le collezioni dell’estate“.

Ma anche su quest’ultimo aspetto ci sono novità: “La stagionalità sembra sia saltata – spiega l’esperta – e così vediamo in collezioni teoricamente per l’inverno, sfilare modelli con indosso abiti estivi o sandali aperti.

Su questi ultimi c’è poi da fare una considerazione – aggiunge – si tratta del modello di scarpa più venduto oggi che siamo in autunno.

Il motivo a mio giudizio è da ricercarsi nello stile di vita di molti lavoratori, costretti in smart working, che fanno il loro servizio da località balneari se non addirittura in zone calde fuori dal Paese”.