Le mie amiche conoscono il valore del denaro e della fatica che si fa per guadagnarselo, perciò comprano vestiti solo se serve, e quando serve.

Mi raccontano ora dei saldi di fine stagione nei negozi griffati,normalmente inavvicinabili. Lo chiamano momento di sciapo, bella definizione per viversi questo strano rito collettivo in maniera consapevole. Ma non trovano quasi mai quello che si aspettavano, quindi alla fine comprano poco o niente in queste svendite.

Le esperienze dei saldi di fine stagione possono ridursi, effettivamente, a due tipologie: autolesionistiche e con gratificazione a soglia.

Nelle autolesionistiche tutto ti sta male: vai in cabina, ti provi l’abito, e quasi sempre avanzano cinque centimetri sia alle mani che ai piedi.  Le commesse ti intimano di uscire dalla cabina, e tu da dentro, con la voce di Clint Eastwood rispondi: vieni a prendermi!

La questione del fuori misura è seria. Questi grandi stilisti fanno i vestiti per gli alieni. Ma gli alieni non quelli buoni, tipo E.T., no, gli alieni quelli altissimi, bianchissimi e magrissimi, senza capelli e con due buchi neri inclinati al posto degli occhi. Per indossare una giacca non ci vogliono le spalle, devi essere una stampella. I pantaloni sono concepiti in modo da reggersi sulle ossa dei fianchi, che tu non hai visto sporgere neanche dopo che hai fatto l’operazione alle tonsille. Dovremmo pensare, dunque, che le persone che comprano le firme siano tutte altissime, bianchissime e magrissime, ma di fatto poi non è così, è un trucco: quando aprono la bocca, li senti dire: “Teleeeefono… caaaasa”. Ma il vestito copre la realtà.

C’è una buona consolazione a tutto questo: gli alieni devono pur spogliarsi, prima o poi. E non dev’essere bello vivere col terrore di doverlo fare.

Veniamo alle gratificazioni a soglia: significa che l’abito ti sta benissimo finché non varchi la soglia della boutique. Subito dopo ti sta da schifo. Si evince, da tutti i racconti delle mie amiche, che lo shoppingseasonal salesè come l’amore: cieco. Saranno le luci, sarà lo scintillio dell’arredo, sarà l’effetto Pretty Woman, fatto sta che ti guardi in negozio, e ti sta bene tutto. Sei pure alta e bionda. Poi però esci.

Evviva la mia amica geniale, che se ne infischia delle mode, e compra gli abiti solo quando le servono!

Una volta, per esempio, aveva un bell’abito da cerimonia, di buona fattura, costoso e di alta qualità. E – come dice la parola – lo usava per le occasioni speciali. Alla fine di una cerimonia in cui lo aveva indossato con garbo ed eleganza, un’altra amica, però un’amica perfida (insieme alle amiche geniali ci sono sempre anche quelle perfide) andò di proposito a salutarla:

– Ciaaaao caaaara…. Come staaaaai….

– Ah, ciao! quanto tempo che non ci vediamo…

– Sì, non ci vediamo dal matrimonio di Giorgio, tre anni fa!

La perfida dice la frase in maniera infingarda,  lanciando uno sguardo da capo a piedi al vestito di lei, che è lo stesso della cerimonia di tre anni prima.

Senza scomporsi, la mia amica geniale le fa: “Io posso sempre comprarmi un vestito nuovo. Ma tu una testa nuova dove te la vai a comprare?

E dove se la va a comprare? Certi articoli che costano davvero tanto, in termini di fatica. E non vanno neanche in saldo…

di Luisa Nardecchia