Valentino: A Grand Italian Epic, il libro che racconta il mito

Valentino: A Grand Italian Epic. Ci sono libri che si sfogliano e si dimenticano. Altri che si tengono sul tavolo, pronti a ricordarci che l’eleganza non è mai fuori moda. Questo è uno di quelli. Non è un semplice volume di moda. Valentino: A Grand Italian Epic, edito da Taschen e firmato dal regista e giornalista Matt Tyrnauer, è un’ode monumentale all’uomo che ha saputo trasformare il rosso in un linguaggio universale. Nelle sue 576 pagine, il libro raccoglie schizzi, testimonianze, articoli di riviste e un ricchissimo apparato fotografico che restituisce tutta la potenza immaginifica di Valentino Garavani.
È un libro da tenere sul tavolo come un manifesto di stile, un compendio di eleganza che attraversa mezzo secolo di storia italiana, dalla Dolce Vita fino al XXI secolo, e che si intreccia con i grandi volti del cinema e della cultura internazionale: Jackie Kennedy, Elizabeth Taylor, Sophia Loren.

© Team:Agenzia GraziaNeri. Courtesy ValentinoArchives
Pochi nomi sono così indissolubilmente legati allo stile italiano come quello di Valentino. La sua idea di glamour non era artificio: nasceva dal desiderio, quasi infantile, di rendere belle le donne. Una missione che Garavani stesso riassume nel libro:
“Penso di esserci riuscito perché in tutti questi decenni ho sempre avuto a cuore la creazione di abiti belli. Dimentichiamo la moda. Non posso vedere le donne distrutte.”
Un’estetica che rifugge i capricci del “grunge” o della trasandatezza, per concentrarsi su una bellezza che ha la forza della classicità.
Il racconto per immagini: cinecittà, carlini e jet privati
La narrazione procede cronologicamente: dall’apertura della maison a Roma nel 1959, dopo le esperienze da Balenciaga e Guy Laroche, fino al ritiro nel 2007.
Tra le immagini che scorrono nel volume, c’è tutto il cinema degli anni d’oro: modelle vestite in Valentino Rosso che sembrano fluttuare come attrici di un sogno felliniano; Garavani che sbarca da jet privati; i suoi amati carlini immortalati in scatti quasi da pittura fiamminga; momenti intimi e sfarzosi che testimoniano il doppio volto del couturier: artigiano della bellezza e protagonista della Dolce Vita.
Il libro è arricchito da contributi di firme prestigiose: da Gwyneth Paltrow a Tom Ford, fino alla prefazione della storica di moda Suzy Menkes, che ricorda come Valentino fosse stato rapito dalla magia delle dive hollywoodiane negli anni del dopoguerra.
Alessandro Michele, attuale direttore creativo della maison, definisce così il lascito di Garavani:
“Non credo che lavorasse, credo che vivesse e basta.”
Parole che restituiscono l’idea di una creatività non calcolata, ma vissuta come respiro naturale.

© Arthur Elgort
Un libro che coincide con una fondazione
La pubblicazione di Valentino: A Grand Italian Epic coincide con un altro evento significativo: la nascita della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti a Roma. Qui, la prima mostra è stata dedicata al Rosso Valentino, colore iconico che ha definito un’epoca.
Giammetti ha spiegato così il senso di questa nuova avventura:
“Non ti rendi conto di ciò che hai costruito finché non fai un passo indietro. Curare questa mostra è stato un modo per guardare al nostro passato, non con nostalgia, ma come ispirazione per ciò che verrà.”
In fondo, l’epopea raccontata dal libro ha un punto di partenza umile: un ragazzo di Voghera che negli anni Cinquanta, insieme alla sorella, passava i pomeriggi al cinema a sognare Hollywood. Un ragazzo che avrebbe portato quelle immagini luccicanti dentro il suo atelier romano, reinventandole con il rigore di una classicità italiana.
Valentino Garavani non ha solo vestito dive e principesse: ha raccontato l’Italia con ago e filo, trasformando la moda in un’arte che parla ancora oggi, con la stessa forza di un’epopea antica.
E tu? Sfogliando quelle pagine, ti ritrovi a chiederti se sia la moda a imitare il cinema o il contrario. Forse, la risposta sta nel sorriso complice di Valentino stesso, in uno scatto in bianco e nero, con alle spalle il sole di Roma,
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