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L’usato vintage negli Usa costa più del nuovo

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Sostenibile e di moda, il vintage mette la freccia. Ciò che appariva impensabile anche un paio d’anni fa, oggi segna un momento di discontinuità, dal punto di vista sociale e commerciale: i prezzi del second hand, per talune tipologie di prodotto, arrivano a superare quelli dei vestiti nuovi. Un interessante approfondimento del fenomeno arriva da Wwd, che ha analizzato le dinamiche della compravendita di capi e accessori usati con Veronica Norris e Patti Bordoni, co-founder della boutique Amarcord Vintage Fashion di New York.

In anni recenti, spiega la testata americana, “i dealer di moda vintage hanno visto asciugarsi la loro catena di approvvigionamento, con maggiori sforzi che hanno portato alla luce un numero minore di capi”. Negli ultimi 5 anni, negli Stati Uniti, i prezzi della moda vintage di qualità sono cresciuti tra il 50% e il 300%, raggiungendo o superando i prezzi degli indumenti nuovi. “Ci sono più persone interessate a questi capi e più rivenditori specializzati. Il prodotto non è più abbondante, quindi è diventata una sfida trovare capi vintage del livello che vogliamo”, ha dichiarato a Wwd Bordoni.

Il mercato dell’apparel di seconda mano è in espansione e, con ogni probabilità, crescerà più velocemente di altri segmenti retail nei prossimi anni.

A trainare l’usato concorrono più fattori: l’interesse dei Millennials verso uno shopping più consapevole (i giovani tra i 18 e i 24 anni generano il 40% degli acquisti di seconda mano), la volontà di impegnarsi in un’ottica di riciclo e sostenibilità, combinata con la competitività dei prezzi (ma, appunto, non sempre) e la voglia di sfoggiare uno stile personale, che vada oltre la stagionalità delle collezioni.

Queste motivazioni concorrono oggi anche alla crescita dei servizi di noleggio di capi di luxury fashion. Uno dei casi di successo in questo segmento è il portale Rent The Runway. Il sito fondato nel 2009 da Jennifer Hyman e Jennifer Carter Fleiss ha fatto debuttare anche servizi in abbonamento, battezzati Rtr Update, permettendo all’utente di noleggiare quattro capi ogni 30 giorni per 89$ al mese.

Quanto invece agli indirizzi virtuali di riferimento per il second hand, una ricerca realizzata da Similar Web (che ha analizzato oltre 80 milioni di siti web specializzati nel re-sell) evidenzia come Ebay, Poshmark e ThredUp siano i siti più cliccati negli Stati Uniti da maggio 2019.  La britannica Depop si aggiudica l’ottavo posto nella classifica, guadagnando terreno oltreoceano. Alla francese Vestiaire Collective, invece, va il decimo posto.

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