Non si spegne la febbre da moda a noleggio. E in abbonamento. Urban Outfiters ha deciso di scommettere su un segmento a rapida crescita del settore fashion, quello dei capi di abbigliamento in affitto. La catena americana ha lanciato un servizio, Nuuly, in base al quale, per 88 dollari al mese, i clienti potranno affittare sei capi a marchio Urban Outfitters, Free People e Anthropologie (sempre parte del gruppo) oltre ai brand esterni come Gal Meets Glam e Reebok. Come accade per altri servizi di questo tipo, come Rent the Runway, i clienti potranno scegliere in un secondo momento se acquistare qualcuno dei capi noleggiati o no. Nel servizio sono inclusi anche capi vintage.

La strategia sembra quella di fidelizzare i consumatori, oltre che quella di entrare nel mercato del noleggio e del resale. “Ci aspettiamo che entro un anno Nuuly abbia 50mila abbonati e ricavi annuali superiori ai 50 milioni di dollari”, ha spiegato al Wall Street Journal David Hayne, figlio del cofondatore, e CEO di Urban Outfitters nonché direttore delle attività digitali del gruppo e ora a capo anche di questo nuovo business.

La novità arriva in un momento non esattamente roseo per il brand. Poco dopo l’annuncio del debutto di Nuuly, il gruppo ha anche diramato risultati deludenti per il primo trimestre: se i ricavi sono saliti dell’1% a 864 milioni di dollari (circa 774 milioni di euro), i profitti sono scesi dai 41,2 milioni dello stesso periodo dello scorso anno a 32,5 milioni di dollari (circa 29 milioni di euro). Una performance che ha portato il gruppo a lasciare sui listini di Wall Street quasi il 5% nell’after-hours trading. Le azioni dell’azienda hanno perso il 19% dall’inizio dell’anno.

Secondo dati elaborati da GlobalData Retail e citati dal Wall Street Journal, il mercato dell’abbigliamento in affitto sta crescendo a un tasso del 20% annuo ed entro il 2023 dovrebbe superare i 2,5 miliardi di dollari.

Urban Outfitters è solo l’ultimo di una lunga lista di brand a focalizzare le proprie scommesse sul mercato dell’usato e sul business degli abbonamenti. In precedenza, tra i tentativi fatti a proposito si ricordano quelli di American EagleLululemonGap e Vince.