Gruppo ARMANI costumista, prove di seduzione alla SCALA

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  • Riapertura l'11 maggio con concerto Muti
  • Il sodalizio tra il re della moda e la regina dei teatri lirici italiani è di lunga data.

    Che il Teatro alla Scala tenesse molto a riavere Giorgio Armani in Fondazione, molti anni dopo la prima cooptazione nel 1997,  s’era capito lo scorso 7 dicembre.

    Il costumista Gianluca Falaschi, incaricato di curare lo stile dello spettacolo di inaugurazione trasmesso solo in televisione, A riveder le stelle, offrì a lui le soprano più belle e facili da vestire, e cioè Marianne Crebassa, Kristine Opolais e Lisette Oropesa.

    Il gruppo Armani, simbolo dell’eccellenza milanese e italiana nel mondo, diventerà, con la cooptazione dell’Assemblea dei soci, il  17 maggio, socio Fondatore Sostenitore della Fondazione lirica.

    Il gruppo Armani torna così a schierarsi a sostegno del Piermarini, a fianco di altri marchi del lusso come Tod’s, che dal 2012 è socio fondatore permanente privato della Fondazione, e Luxottica, che dal 2016 ha intrapreso un percorso di collaborazione con il Teatro alla Scala in veste di fondatore sostenitore.

    Ora che l’accordo è stato siglato, a fronte di un impegno di 1,2 milioni in due anni, è possibile che inizino le manovre per convincere lo stilista a vestire un’opera.

    Un’attività che gli viene anche bene (ricordiamo una strepitosa Elektra del 1994 di- retta da Giuseppe Sinopoli), ma che nelle pur rare volte in cui è stata esercitata, ha riguardato per- lo più cantanti singoli, personaggi unici, vedi l’Hoffmann interpretato da Neil Schicoff dei Contes nel- l’allestimento di Alfredo Arias del 1995 o il lontanissimo Erwartung di Schonberg (siamo ancora nel 1980), con Janis Martin nel ruolo della Donna (foto).

    Riapertura l'11 maggio con concerto Muti

    La Scala riaprirà al pubblico l'11 maggio con il concerto dei Wiener Philharmoniker diretto da Riccardo Muti. Si tratta di una data simbolica perché proprio l'11 maggio si tenne il concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini nel 1946. Il pubblico (massimo 500 persone) sarà sistemato nei palchi. Verrà quindi mantenuta la pedana costruita durante il lockdown in platea per ospitare l'orchestra.

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