Perché quando indossiamo un tailleur ci sentiamo subito très chic?

Il tailleur è la scelta migliore per ogni stagione. Classico con pantalone, super chic con giacca e vestito è perfetto sia di giorno che per le occasioni speciali.

Il tailleur è uno status symbol prima che un capo di abbigliamento. Prima utilizzato come tenuta di equitazione, poi simbolo di emancipazione femminile. La Regina Alessandra, moglie di Edoardo VII del Regno Unito, fece commissionare al noto sarto John Redgern eleganti tailleur da viaggio. Fu il primo passo per questo capo iconico.

Deriva dal francese e significa “sarto”, l’equivalente inglese lady’s suit, l’equivalente femminile del completo da uomo.

Tutte noi, quando si nomina la parola tailleur, sappiamo perfettamente di cosa stiamo parlando. Questo è indice di quanto sia ormai un capo intramontabile della moda. Comprende: la giacca a manica lunga, detta “jacquette”, la gonna a tubino o pantaloni, una camicetta. E le immancabili decolletè, per rendere il look ancora più seducente e femminile.

Alla parola tailleur corre la memoria a Coco Chanel, dove nel lontano 1917 Madame Coco utilizza il jersey (tessuto a maglia), creando un capo comodo e pratico.

All’ inizio il tailleur veniva realizzato con stoffe pesanti tipiche di quell’epoca, dopo la prima guerra mondiale prende le fattezze di oggi, con la gonna corta sotto il ginocchio e una giacca meno rigida, ma più strutturata.

Il tailleur invade gli ambienti lavorativi grazie alla condizione delle donne, che vedendo i loro mariti partire al fronte, furono costrette a lavorare per vivere.

E’ Coco che stravolge il mood del tailleur. Nel 1954 Madame crea un tailleur fatto in tweed: giacca senza collo, con bottoni dorati, gonna dritta e camicia bianca. Questo è il simbolo della moda che non muore mai. Nell’ultima sfilata di Chanel spring summer 2021 vediamo come sono ancora protagonisti i tailleur e le giacche in tweed.

Nel 1947 è la volta di Dior che lancia il suo mitico “Bar”, presentato nella collezione “Corolle”, è un modello retrò che si ispira alla Belle Epoque e richiede l’uso di uno stringivita. Nel 1966 Saint Laurent osa presentando la donna in smoking o con il tailleur in pantalone. In quegli anni il pantalone era considerato inappropriato per le donne, invece il più grande couturier francese rivoluziona i canoni estetici e stilistici saccheggiando il guardaroba dell’uomo. Così il tailleur diventa l’alternativa all’abito da sera.

Con gli anni ’70 questo capo subisce trasformazioni con tessuti che variano dal velluto e patchwork (unione di diverse parti di tessuto).
Armani è il maggiore interprete italiano del tailleur, rendendo questo capo simbolo del potere delle donne. Con i suoi colori grigio perla e nero lo rende easy e raffinato.

Si evolve e si trasforma, ma, nonostante la sua aria essenziale, questo capo non perde il suo fascino forte e sensuale in ognuna delle sue reincarnazioni.

Il tailleur è un capo universale, può essere indossato da qualsiasi donna, ma occhio a quello giusto, perchè deve essere perfetto in base alle nostre caratteristiche fisiche. Chi ha i fianchi larghi dovrebbe optare per una giacca lunga, chi, invece, è leggermente in sovrappeso dovrà scegliere un capo morbido, non fasciante.

Oltre al fisico, questo capo va adattato alle occasioni: per una laurea, un colloquio di lavoro va benissimo la giacca doppiopetto nera, grigia o blu e siamo subito powerful.

Per un’occasione serale sceglierei un look più sbarazzino: perfetto è un pantalone a palazzo con una blusa in seta, ma anche un tailleur nero con pantalone a sigaretta, una t- shirt e la sneakers per un look street style.

I tailleur da sera, arricchiti da paillettes, inserti in pizzo o cristalli, sono per un’occasione speciale, per un dress code.

“Con due tailleur neri e tre camicette bianche ogni donna potrà conquistare il mondo, il cuore di chi ama ed essere sempre elegantissima”… Coco Chanel

di Virginia D’Amico