Le piattaforme o siti e-commerce sono dei siti web che fungono da raccoglitori da prodotti che si possono acquistare direttamente online tramite quella piattaforma. Sono particolarmente utili a quelle aziende che non riescono a gestire la commercializzazione nel web per proprio conto, inoltre le piattaforme sfruttano le sinergie generate dal riunire diversi prodotti anche di brand differenti: un utente può acquistare un determinato prodotto affine ad un articolo, ad esempio acquistato in precedenza, oppure una serie di prodotti che si possono abbinare vengono consigliati proprio dal sito stesso.

Come spiega Corrado Facco nel passaggio sull’e-commerce nel libro “Il gioiello oggi, arte, moda, design” di Alba Cappellieri, questo canale di vendita “presuppone che si riesca a creare uno spazio virtuale che sia in grado di trasmettere al consumatore le stesse emozioni , percezioni sensoriali e sensazioni dello shopping esperienziale”.

Il compito di queste piattaforme risulta essere quello di dare sicurezza al cliente, creare partecipazione e farlo sentire a proprio agio, cercando anche di fornire prodotti personalizzati. Oltre alle piattaforme in cui si possono trovare articoli di marchi famosi e riconosciuti, esistono piattaforme creati per aziende e designer emergenti e e-shop dove produttori indipendenti e hobbisti vendono le loro creazioni.

 

Da Wanda

DaWanda è la più grande piattaforma europea di e-commerce e raccoglie circa 230.000 rivenditori, piccoli imprese artigiane e designer indipendenti. Questo portale nato nel 2006 a Berlino 3 Dicembre 2006 da Claudia Helming e Michael Pütz a Berlino, partita come una start-up, oggi conta 150 persone da 15 paesi diversi inoltre e si presenta come un mercato online di successo in cui si possono trovare articoli di abbigliamento, borse, gioielli, accessori, decorazioni da parete, arredamento vintage caratterizzati da un design originale, all’ insegna dell’unicità e della sostenibilità.

DaWanda nel 2012 ha lanciato la sua versione italiana, inoltre è disponibile in tedesco, inglese, italiano, francese, spagnolo, olandese e polacco. Le diverse versioni sono adattate ai gusti e ai bisogni locali e vengono curate da madrelingua. Su DaWanda agli utenti viene data la possibilità di mettersi in contatto tra di loro e con i produttori, commentare e suggerire i loro articoli preferiti, in una sorta di “Social Commerce”: “ una nuova forma di commercio telematico che supera l’anonimato dei mercati online tradizionali e che dà valore alle persone e le storie dietro ogni prodotto”. DaWanda rappresenta dunque una risposta alla produzione e consumo di massa: si rivolge a coloro che danno valore al consumo responsabile e a coloro i quali desiderano acquistare in maniera personale dando rilevanza all’ originalità e l’individualità espressa da ogni articolo. I produttori hanno la possibilità di aprire un profilo su DaWanda che ha la funzione di negozio, qui possono presentarsi e raccontare la storia dei loro prodotti.

Requisito fondamentale della piattaforma consiste nel fatto che il prodotto sia fatto a mano, e non un prodotto industriale oppure che il prodotto venga disegnato e concepito dal venditore stesso.

Little Market è una community online dedicata ai mercatini per la compravendita di prodotti handmade.

Folsky

Folsky.com è un sito inglese creato da James Boardwell e Rob Lee che, ispirati dall’energia delle craft communities inglesi americane e australiane, fondano questo portale nel 2009 con l’ obiettivo di mettere in mostra il lavoro dei designer e i maker Made in UK.

Questo portale punta sulla convinzione che designer, maker e hobbisti possano raggiungere un flusso di pubblico sempre più consistente e nuovi mercati e possano far accrescere il proprio business proprio grazie a folsky.com.

Inoltre la meritocrazia è un valore importante: viene permesso ad ogni designer o maker di mettere in vendita in propri lavori esclusivamente se sono fatti a mano (il vintage non è ammesso ad esempio), questo crea meritocrazia in cui il grande lavoro degli hobbisti si può incontrare con il lavoro degli artigiani più affermati, permettendo così un confronto.

 

 

 

 

Etsy

Etsy.com, nato nel 2005, è considerato una sorta di capostipite delle piattaforme online precedentemente elencate in quanto è stato il primo portale al mondo a vendere online di prodotti fatti a mano, e oggi conosce una crescita sempre più sostenuta. Attualmente ospita più di un milione di negozi online, 20 milioni i prodotti artigianali, gli acquisti avvengono in 9 lingue da oltre 200 paesi e conta oltre 60 milioni di visitatori mensili.

Questo portale è una vetrina che vende oggetti rigorosamente fatti a mano, mettendo in rilievo una forte componente sociale che deriva dall’attenzione ai prodotti di artigianato e alle comunità di appassionati che se ne occupano. La gamma di prodotti offerti è incredibile: accessori, articoli d’ abbigliamento e scarpe per uomo, donna e bambino, articoli per arredare la casa, accessori per pc e smartphone, pezzi vintage, e prodotti utili per qualsiasi tematica.

Gli utenti che vendono su Etsy.com sono hobbisti che hanno come stimolo quello di trovare un pubblico interessato, anche se magari non riscontrano un grande ritorno economico. Esiste un’ altra tipologia di venditori che vogliono davvero provare a fare affari: Etsy, in questo caso, costituisce un punto di inizio ma certamente non la piattaforma per la crescita. Chris Anderson nel suo libro “Makers il ritorno dei produttori” illustra quello che sarà il futuro della piattaforma: “Vuole diventare un punto di riferimento anche per gli imprenditori che ricorrono alle produzioni in stile makers con l’ obbiettivo di far accrescere anche la loro impresa. La regola del fatto a mano lascerà spazio al progettato a mano. […] il punto è quello di catalizzare un nuovo genere di cottage industry, con la potenzialità di diventare il motore di una nuova economia micro manifatturiera”53.

Etsy offre agli inserzionisti metodi semplici per creare i propri annunci, gestisce le procedure di pagamento e inoltre addebita 20 centesimi di dollaro ogni quattro mesi per ogni inserzione trattiene il 3,5% delle vendite.

 

Birik Butik

BirikButik è un portale nato a Bologna dall’idea di due giovani imprenditori: Filippo Ronchi, bolognese, e Jurgita Rubikaite, lituana; questa start-up in parte finanziata dalle banche tramite la Cna, è una sorta di vetrina online di gioielli contemporanei di designer indipendenti provenienti da ogni parte del mondo.

Questo marketplace, “esploratori del gioiello, del mondo che lo circonda, delle persone che ci lavorano e le loro storie”, ha l’obiettivo dichiarato di coniugare stile, tecnica, concetto e visione il cui fil rouge è il gioiello in ogni sua declinazione.

Lo storytelling è un altro elemento di forza del portale: vengono raccontate tutte le tecniche, i materiali e la filosofia che i designer usano per creare i propri pezzi unici, inoltre vengono condivise le video interviste e articoli sul loro lavoro, inoltre proprio nella sezione dedicata ai designer è possibile trovare una breve biografia, il concetto delle loro collezioni e una selezione curata dei loro pezzi più rappresentativi.

A tutt’oggi sono oltre 40 i designer selezionati dai due co-fondatori, sia italiani che stranieri, a loro sono affidate le spese di spedizione dei loro prodotti e come accade in molte piattaforme e-commerce su ogni vendita la società trattiene una percentuale.