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Prendiamoci cura dei #jeans e facciamoli durare di più

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Avere nell’armadio un paio di jeans è una delle vere certezze della vita. Capo che travalica le temperature e che sembra porsi al di fuori del regime dei cambi di stagione e delle occasioni d’uso, il jeans è una pausa dal pensiero, è quel qualcosa che si indossa meccanicamente sapendo che, comunque, andrà bene. Per quanto queste sue caratteristiche di perpetua vestibilità possano apparire un vantaggio, rappresentano anche il motivo che li spinge a essere il capo più liso e peggio conciato che si possa avere. Lo strappo al ginocchio, le parti sbiadite, l’orlo che si sfrangia – dettagli concepibili (e accettabili) solo per il denim

Per evitare di dover dire addio troppo presto al proprio paio preferito e sentirsi come un Sansone cui abbiano appena tagliato i capelli, è necessario avere delle accortezze nella cura e nella conservazione del denim. Poche ma buone regole, 7 per la precisione, che sostituiscono l’azione miracolosa che un lavaggio a mano ha con i maglioni infeltriti e mantengono sempre come nuovi i nostri jeans preferiti.

Lavaggi dei jeans poco frequenti

Il denim è un tessuto che scolorisce facilmente, e le chiazze biancastre sparse sui nostri jeans sono il primo segno di un declino iniziato. Per questo motivo, molti esperti di settore, tra cui primeggia Chip Bergh, Ceo di Levi’s, hanno affermato che il modo migliore per conservare a lungo i jeans è lavarli il meno possibile (preferibilmente dopo la quarta o quinta volta che li si indossa). Una soluzione poco igienica? Non necessariamente. Il denim è comunque un tessuto spesso e resistente, di conseguenza difficile da sporcare, e i jeans rivestono la parte inferiore del corpo che, tendenzialmente, è meno soggetta alla sudorazione.

Mettere i jeans a mollo prima della lavatrice

Quando non si può più procrastinarne il lavaggio, una soluzione ottima per conservare intatto il colore dei jeans è lasciarli a mollo in acqua e sale per circa un’ora prima di metterli in lavatrice. Sono i classici rimedi casalinghi, che, per quanta tecnologia si possa avere in casa, restano sempre i migliori. Il sale fissa bene il colore e mantiene brillante il tessuto, evitando così che i jeans stingano con il lavaggio. Un altro ingrediente naturale ottimo per conservare al meglio i jeans è l’aceto. In lavatrice, scegliere l’aceto bianco al posto del detersivo: il tessuto verrà fuori quasi disinfettato, con un colore ancora più luminoso e intenso di prima.

Risvoltare i jeans prima di lavarli

Se l’interno del jeans si scolora, poco male. Lo stesso non si può dire per l’esterno. Per questo, quando si lavano, è consigliabile risvoltarli evitando che la parte di tessuto più colorata e intensa venga a contatto con i prodotti chimici come saponi e ammorbidente. Il risultato è ottimo, perché il denim sarà comunque perfettamente pulito senza perdere colore.

Evitare di stirare i jeans o metterli nell’asciugatrice

Il contatto con un calore elevato è assolutamente da evitare, perché lede il tessuto e lo rende meno morbido, più secco e rigido. Mai stirare dunque i propri jeans o infilarli in asciugatrice per averli pronti in poco tempo. Da preferire l’asciugatura naturale, all’aria aperta (per quanto possa esserlo quella del balcone o della finestra di casa), che non li rovina in alcun modo. In più, per una stiratura ad hoc, basta appenderli a una gruccia, tenendoli verticali e ben distesi: una volta asciutti, non avranno né grinze né pieghe.

Usare prodotti specifici per il denim

Se i lavaggi con sale e aceto non rientrano nelle proprie corde, l’opzione ottimale è quella di usare sempre e comunque prodotti specifici per il trattamento del jeans. Esiste una lunga serie di smacchiatori, detergenti, ammorbidenti e così via, pensati appositamente per conservare al meglio il denim durante il lavaggio, da preferirsi ai prodotti più generici. Nel caso ve lo chiediate, ciò comporta che i jeans vengano lavati sempre o da soli o insieme ad altri jeans. Mischiarli con altri tessuti è controproducente non solo per i pantaloni, che non riceveranno le cure necessarie alla conservazione, ma anche per gli altri capi che potrebbero macchiarsi con la loro tintura.

Piegare i jeans è uno dei peggiori sistemi per riporli nell’armadio. I motivi sono diversi. Prima di tutto, perché si vanno a creare grinze e simili che faranno apparire il jeans stropicciato; secondo, perché il tessuto non ‘respira’, e, dovendoli lavare poco, lasciare strati di tessuto su strati di tessuto non è certo un’idea geniale (o igienica). Terzo e ultimo, perché si evita che il jeans si scolori nelle zone piegate, di solito all’altezza delle ginocchia. Il modo migliore per conservare i jeans è appenderli in verticale con le grucce specifiche per pantaloni o, ancora meglio, con i gancetti a uncino da inserire nei passanti.

Riparare sempre i jeans strappati

I jeans strappati hanno sicuramente il loro fascino, e nel corso degli anni quello che era visto come un difetto è diventato un dettaglio di stile. In realtà, lo strappo non è decisamente il massimo in termini di durata del denim, perché ovviamente tende a ingrandirsi col tempo, rovinando i pantaloni. Se il denim si strappa, la scelta migliore è correre ai ripari con servizi di riparazione professionale o con patch. Nel primo caso, moltissimi brand, da Levi’s a Diesel a Lee, hanno un team di esperti cui portare i propri jeans per farli ricucire alla perfezione. Nel secondo, esistono patch di ogni genere, da quelli a tinta unita a quelli stampati, da cucire sopra o sotto lo strappo in modo da proteggerlo da eventuali urti. Hanno anche il vantaggio di rendere unico e quasi personalizzato il proprio paio.

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