Il bilancio è drammatico: hanno perso l’80% dei ricavi a causa della pandemia e del blocco delle attività. Per questo circa 2 mila posti di lavoro sono a rischio a Roma nel comparto delle mostre mercato che nella Capitale, secondo gli organizzatori, è fermo a causa di una errata interpretazione della norma nazionale da parte di Roma Capitale.

Antiquariato

Si tratta dei mercati settimanali, che si svolgono principalmente di domenica e in cui è possibile trovare oggetti di antiquariato o manufatti artigianali. Sono circa 20 nella Capitale, molti stanno nelle aree del centro, da Ponte Milvio a piazza Mazzini, da piazza dei Quiriti a piazza Bainsizza a piazza della Balduina, al Borghetto Flaminio; ma anche in aree più periferiche come in via di Val Padana a Prati fiscali o in via delle Repubbliche Marinare a Ostia.

Operatori

Ognuna di queste mostre mercato impiega circa 80 operatori e una rappresentanza di loro ieri ha protestato il 4 febbraio, sotto l’assessorato al Commercio capitolino in via dei Cerchi. «Abbiamo perso almeno l’80 per cento del lavoro – spiega Mariano Alfani, vicepresidente di Unione nazionale organizzatori eventi -. Abbiamo lavorato solo due mesi su dieci. Solo i mercatini di natale, che per dpcm sono rimasti fermi, coprono il 15-20 per cento dei fatturati».

In tutta Italia si possono organizzare mostre mercato e mercatini all’aperto messi in sicurezza e controllati. Antiquariato, artigianato, vintage. Ovunque tranne nella Capitale, unica città dove i decreti della Presidenza del Consiglio degli ultimi mesi, contenenti le misure anti covid, sono stati interpretati in maniera restrittiva per la categoria.