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Storia della Moda: il fascino nascosto della camicia da notte

da | Storia della Moda

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Se parliamo di vestiti comodi per la casa, una camicia da notte, di sicuro, può essere trovata nel guardaroba di ogni donna, indipendentemente dall’età e dalle preferenze di moda.

L’evoluzione della camicia da notte da donna

La camicia è l’elemento base della biancheria sin dal medioevo. Anticamente, le camicie da notte erano privilegio della nobiltà ed erano considerate un segno di lusso, se non altro per il fatto che erano piuttosto costose. E’ nei secoli XVII e XVIII che la camicia da notte inizia a distinguersi da quella da giorno. Molto lunghe, larghe e cucite con lino o cotone spesso, usate sia dagli uomini che dalle donne.

A poco a poco, già più vicino al XIX secolo, la camicia da notte inizia ad acquisire contorni familiari e si stabilì negli armadi delle persone con un reddito medio. Ma il suo stile era ancora molto semplice, quindi poche persone pensavano alla funzione decorativa della camicia, perché il suo compito principale era quello di coprire la nudità e il caldo. Poi, dall’epoca vittoriana in poi, come tutto il resto dell’abbigliamento, si riempiranno di nastri, pizzi, merletti e trine. La duchessa di Windsor (moglie dell’abdicato re Edoardo VIII), ad esempio, preferiva le camicie in chiffon dal taglio classico. Alcuni di esse sono stati venduti all’asta nel 2011 per una cifra molto consistente.

La pigiameria si diffuse, dunque, solo nel XIX secolo, intesa da pantaloni e giacca. Il pigiama viene introdotto in Europa attraverso l’Inghilterra che ne derivò l’uso, per imitazione, dall’India e dalla Persia dove indumenti simili venivano usati per uso diurno. Negli ultimi decenni dell’Ottocento, il pigiama è impiegato -limitatamente a particolari ambienti sociali- in ambito esclusivamente maschile come indumento da camera o da casa. Agli anni a cavallo tra XIX e XX secolo risale il suo impiego come indumento da notte in sostituzione della camicia da notte: le due tipologie – camicia da notte e pigiama – convivono, in ambito maschile, fino al primo dopoguerra. All’incirca dall’ultimo decennio del secolo XIX, è introdotto, con diffusione sociale molto limitata almeno fino all’ultima guerra mondiale, il pigiama per uso notturno femminile.

La biancheria intima confezionata nei cinquant’anni rivoluzionò la moda femminile dall’ultimo quarto del XIX agli anni ‘30 del XX secolo. L’eleganza di questi capi femminili era garantita dalla loro produzione nell’ambito di importanti sartorie, proprio come si faceva con gli abiti. Le più famose avevano sede a Parigi o nelle grandi città italiane – come Torino, Napoli e Milano – e, grazie alla diffusione di ricercati cataloghi ricchi di immagini, vendevano i loro manufatti in tutta Europa. La dimensione ed i volumi della biancheria intima femminile erano ideati per adattarsi agli abiti che vi venivano indossati sopra, caratterizzati alla fine del XIX secolo da una silhouette innaturale e dall’inizio del XX secolo da una linea sempre più essenziale e scivolata.

Quali stili e colori di camicie offre la moda moderna?

Le camicie da notte moderne prestano attenzione non solo al comfort e alla praticità, ma anche allo stile, al taglio, al design e alla trama del tessuto.

Per ogni persona esiste un modello preciso. C’è chi si vuole sentire coccolata da un pigiama over, morbido e confortevole, c’è chi soffre il caldo anche d’inverno e preferisce shorts e mini camicie da notte, e chi invece vuole essere sensuale anche mentre riposa, e decide di avvolgersi in sottovesti aderenti in seta.
Museo Davia Bargellini

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