Eleonora Duse

Eleonora Duse divina | Lo stile e il fascino

Affascinante, geniale, carismatica, Eleonora Duse, divina, fu molto di più di una stella del palcoscenico. Padrona di sé stessa, rivoluzionò i canoni del tempo, dello stile, della femminilità. E, a un secolo dalla morte, ancora ci ispira.

Il mantello in seta stampata a motivi rinascimentali realizzato dalla maison Fortuny per Eleonora Duse, uno degli indumenti iconici del nuovo allestimento del Museo della Moda di Palazzo Pitti a Firenze, sprigiona tutt’oggi la potenza folgorante della stella che lo indossò.

I costumi storici che l’hanno resa celebre a teatro, come quello indossato nel ruolo di Cleopatra nella messinscena shakespeariana, hanno colpito l’immaginazione degli spettatori. Le figure di donne contemporanee impersonate da Duse venivano elaborate in conformità alle tendenze più attuali della moda del suo tempo. Gli abiti che l’attrice portava nella vita quotidiana erano l’incarnazione del gusto, dell’eleganza e della raffinatezza e creati dai migliori designer degli anni a cavallo del XIX-XX secolo, tra cui Charles Frederick Worth, Paul Poiret e Mariano Fortuny.

Un esempio notevole dello stile Duse è l’abito Delphos, disegnato da Mariano Fortuny, artista e designer spagnolo noto per il suo approccio innovativo e originale alla moda. L’abito Delphos era una lunga tunica cilindrica realizzata in seta pieghettata, ispirata alle antiche tuniche greche e progettata per essere allo stesso tempo elegante e confortevole. L’abito era uno dei preferiti della Duse, nota per il suo stile raffinato e sofisticato, e veniva indossato anche da altre celebrità come Isadora Duncan, Peggy Guggenheim e la marchesa Luisa Casati, che fu la prima ad acquisire l’abito nel 1907.

L’abito Delphos rifletteva la passione di Fortuny per le civiltà antiche, in particolare per la cultura greca e romana, che studiò in profondità e incorporò nei suoi modelli. L’abito era realizzato in pregiata seta cinese, spesso impreziosita da perle di vetro veneziane o murrine, un tipo di decorazione in vetro. L’abito è stato progettato per essere allo stesso tempo elegante e confortevole, con un tessuto di seta pieghettato che drappeggiava con grazia sul corpo e consentiva facilità di movimento.

Eleonora Duse
L’abito Delphos, disegnato da Mariano Fortuny

Donna Moderna N.17 – 18 Aprile 2024 Open

«La grande lei» era il soprannome con cui la chiamava il creativo Jean Philippe Worth, figlio del padre dell’haute couture Frederick Worth: fu lui a consigliarle, nell’ultimo periodo della sua vita, di presentarsi senza parrucche, con i capelli candidi, al naturale. E fu lui a creare l’abito di taffettà color acquamarina che fa parte dell’esposizione Una casa per Eleonora al Museo Civico di Asolo, città in provincia di Treviso in cui Duse, che aveva lì il suo buen retiro, chiese di essere seppellita.

Nel complesso, lo stile di Eleonora Duse era caratterizzato da una discreta eleganza e raffinatezza, che si rifletteva nella scelta dell’abbigliamento e nel suo approccio alla recitazione.

Eleonora Duse – L’eredità della pioniera dell’arte drammatica

Nata nel 1858 a Vigevano da una famiglia di modesti attori, Eleonora Duse, con una vita segnata dalla povertà e da tragedie personali, si trasformò in un’icona della recitazione mondiale. Dimostrando un talento ineguagliabile sul palcoscenico, seppe trasformare i personaggi oltre le semplici battute, influenzando persino il metodo recitativo di Stanislavskij.

Eleonora Duse, Divina per sempre

Eleonora Duse

Passata alla storia come “La Divina”, prima donna sulla copertina di Time, che nel 1923 la definì “interprete regina delle più grandi storie d’amore dell’arte e della vita”, Duse fu una diva a livello planetario, dal Sud America alla Russia, fino all’Egitto.

Un’artista completa: dalla recitazione alla gestione autonoma delle proprie produzioni teatrali, Eleonora Duse incarnava l’indomito spirito di una donna indipendente e visionaria.

Eleonora Duse trasformava il senso stesso del fare teatro, portando una nuova prospettiva che non si limitava alla cultura, al piacere o all’arte, ma che provocava uno sconvolgimento esistenziale profondo. La sua presa sul pubblico, la sua tecnica e il suo fascino erano enigmatici e affascinanti, e il suo stile teatrale rivoluzionario ha influenzato profondamente il mondo del teatro italiano. La sua capacità di creare spettacoli che andavano oltre la semplice interpretazione, insieme alla sua innovazione e al suo impatto emotivo, hanno reso Eleonora Duse una delle più grandi attrici di tutti i tempi, ancora studiata e ammirata per la sua straordinaria arte scenica.

Affascinante, ipnotica, geniale, si impose per il suo livello recitativo straordinario, così diverso dalle altre artiste dell’epoca. Non si limitava a recitare una parte, plasmava il suo personaggio attraverso annotazioni e modifiche al copione. Bandito ogni artificio, si presentava in scena con il volto quasi senza trucco e una recitazione intima, fatta di piccoli movimenti e un uso sapiente della voce, che sapeva sprigionare emozioni talmente vicine a quelle vere da sembrare reali.

Eleonora Duse – La celebrazione di un mito senza tempo

Amata e venerata da pittori, poeti, letterati da Arrigo Boito a Gabriele D’Annunzio, aveva il potere di cambiare le esistenze di chi incontrava o di chi assisteva a un suo spettacolo. Per la sua unicità Eleonora Duse resta un mito senza tempo, celebrata nel centenario della sua morte con riconoscimenti e iniziative che le rendono omaggio.

La mostra “Eleonora Duse. Mito contemporaneo” a Palazzo Cini di Venezia offre un’esclusiva visione degli abiti della Divina, testimonianza tangibile del suo gusto e della sua forte personalità.

Altre mostre:

  • Dal 20 aprile 2024 al 27 ottobre 2024 Conversano | Castello Conti Acquaviva D’Aragona.
  • Dal 20 aprile 2024 al 29 settembre 2024 Possagno | Museo Gypsotheca Antonio Canova.
  • Dal 20 aprile 2024 al 21 luglio 2024 Torino | Mastio della Cittadella.
  • Dal 20 aprile 2024 al 24 novembre 2024 Venezia | Sedi varie.

Considerata diversa dalle donne del suo tempo, Eleonora Duse ispirava altre a lottare per la propria autonomia e libertà, un esempio luminoso fino all’ultimo respiro, come solo una figura straordinaria poteva essere.

Nel 1969, la Rai affida al regista Flaminio Bollini la biografia di una delle più grandi attrici di tutti i tempi. Due puntate con: Lilla Brignone, Giancarlo Sbragia, Gianni Santuccio.

Eleonora Duse, online qui, su RaiPlay