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Tiffany. Elsa Peretti, la signora dei gioielli

La serie Netflix Halston racconta il talento straordinario di una donna libera e sicura di sé.

Visse oltre 50 anni a New York. Si ritirò a Sant Marti Vell, paese spagnolo vicino a Barcellona, dove è deceduta nel sonno. Si è spenta così, il 19 marzo 2021 a 80 anni, nella sua amata Catalogna, Elsa Peretti, la designer di gioielli che ha trasformato l’argento in lusso. Ma rivive sugli schermi grazie alla serie Netflix Halston (2021), ambientata negli anni ’70 e dedicata alla carriera dello stilista americano. Elsa Peretti, prima che designer di gioielli, qui è sopratutto dipinta come l’amica del designer, la sua tuttofare, musa e modella, una sorta di braccio destro dallo charme insuperabile (grazie all’interpretazione dell’attrice Rebecca Dayan).

“Elsa had style: she made the dress she was modeling her own”: sono le parole con cui Halston (Ewan McGregor nella serie Netflix dedicata allo stilista americano) introduce Elsa Peretti (Rebecca Dayan), la designer italiana nota nel mondo per i gioielli disegnati per Tiffany&Co.

Il legame con Halston fu intenso e competitivo: nel 1978, Peretti firma una bottiglia di profumo per Halston, e lui in cambio le offre $ 25.000 o una pelliccia di zibellino. Secondo quanto riportato in Simply Halston di Steven Gaines, il libro da cui è tratta la serie Netflix, Peretti alla fine gettò la pelliccia nel fuoco durante un’accesa disputa sul suo misero compenso per il design della bottiglia di profumo.

Dopo un’ultima, definitiva, lite con Halston, Elsa Peretti comincerà a trascorrere più tempo nella sua casa di Sant Martí Vell, un piccolissimo villaggio catalano in Spagna dove troverà un nuovo sbocco creativo restaurando la sua casa e altri edifici.

La serie rende giustizia al talento di Elsa Peretti mostrandone i gioielli, il temperamento pratico e sicuro di sé e anche alcuni degli oggetti per la casa disegnati per Tiffany, tra le quali le scatole in argento a forma di cuore usate da Halston per il rifornimento costante di cocaina, e i candelabri in d’argento e terracotta che compaiono nelle case dello stilista.

La vita di Elsa Peretti

L’hanno chiamata “la signora dei gioielli”, d’altronde da Tiffany’s firma alcune delle sue creazioni più iconiche, ma la designer Elsa Peretti di vite non ne ha avute solo una.

Nata a Firenze il 1° maggio del 1940, suo padre fondò l’Api, Anonima Petroli Italiana. Scappò dal suo destino già scritto di medico e a 21 anni lasciò la vita agiata. Poi la Svizzera ma anche Londra, per approdare a New York nel Sessantotto, consigliata da un’amica che la incita a lavorare come modella. Fu modella anche di Dalì. 

“La modella americana perfetta era bionda, sembrava sedicenne e bella” racconta al New York Times “io ero troppo alta, troppo strana, troppo spagnola, dicevano”. Ma sono anche gli anni glamour dello Studio 74, con Andy Wharol e Truman Capote, di cui farà parte. Come modella, sfila per Giorgio di Sant’Angelo e Halston ma comincia soprattutto a farsi notare come designer per dei gioielli dalle linee minimaliste, dopo essere arrivata a New York, nel 1968.

Elsa Peretti e Tiffany &Co.

La carriera di Elsa Peretti come designer di gioielli nasce dall’incontro fortuito con un minuscolo vaso di fiori in argento sterling scovato in un mercatino delle pulci, che voleva indossare come collana: sa quel momento iniziò a dare forma alle sue idee con un argentiere spagnolo.

Il successo infatti arrivò per lei davvero solo nel 1974, quando iniziò a muovere i primi passi nell’ambiente moda newyorchese ed entrò nella scuderia della Maison con i suoi gioielli in argento. Infatti può essere considerata una sorta di antesignana dei gioielli di lusso accessibili. Ha rivoluzionato per sempre l’heritage della casa, democratizzandola con le sue creazioni. 

Nel 1974 è entrata a far parte di Tiffany & Co. come designer, disegnando oggetti sinuosi e scultorei che diventano rapidamente icone del brand e trasformano l’argento in un materiale di lusso. Tra questi il bracciale Bone, un cuff in argento dalla forma organica e scultorea: niente svolazzi, niente pietre, solo puro metallo scolpito organicamente. La prima a indossare questo bracciale, ispirato alle visite giovanili alla cripta di una chiesa dei Cappuccini del XVII secolo a Roma e dal tempo trascorso a Barcellona vicino alla Casa Mila di Antonio Gaudí, fu Liza Minnelli, su suggerimento di Halston: “Non puoi permetterti l’oro, e i diamanti devono essere regalati dagli uomini, quindi indosserai l’argento” le disse lo stilista.

Nella sua lunga carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: dal prestigioso Premio Coty al Premio del Council of Fashion Designer of America, fino alla laurea honoris causa del Fashion Institute of Tecnology. La marca di gioielli, d’altronde, le concederà un raro privilegio: quello di apporre sulle sue creazioni una doppia firma, la sua e Tiffany’s.

Per la marca americana disegna degli accessori dallo stile a-temporale che hanno marcato la storia della gioielleria del XX secolo. D’altronde, Elsa Peretti vuole democratizzare il gioiello, rendendolo – più – accessibile: rivendica la scelta dell’argento sull’oro, che sancisce il suo successo. 

Il ciondolo Open Heart

Elsa Peretti

Il classico pendente a cuoricino di Tiffany &Co., uno dei regali più gettonati di sempre tra i giovani innamorati. L’antesignano? Il celebre Open Heart, un simbolo d’amore sinuoso e riconoscibile. Per realizzarlo Elsa Peretti dichiarò di essersi ispirata al lavoro dello scultore Henry Moore con i pieni e i vuoti (studiò Interior Design a Roma). Il cuore riprende proprio il tema del foro, che spesso ricorre nelle creazioni dello scultore britannico. E il ciondolo è tra i più celebri di sempre: lo ha indossato persino Renée Zellweger in tutti e tre i film Il diario di Bridget Jones.

Il girocollo Snake

Elsa Peretti

Peretti viaggiò in tutto il mondo prima di approdare a New York e poi in Spagna. Sprezzante del pericolo, fu proprio un serpente a sonagli reali, regalatole nel suo periodo a Losanna da un ragazzo texano, a ispirarle il collier Snake, che abbraccia il collo come in una morsa.

Si dice che Peretti avesse tenuto nella sua borsa il sonaglio di un esemplare per mesi, sino a decidersi di trasformarlo in un collier snodato, avente la forma del rettile, la cui bocca si chiude sul corpo dell’animale: la collana Snake appunto, un classico rivisitato per la Maison anche in altri pezzi, dai bracciali agli orecchini.

Il pendente Bottle

Elsa Peretti

Una micro boccetta, minimale e ultra-pulita nella silhouette. Il pendente Bottle è stato prima ideato per Halston, e poi ripreso per Tiffany &Co. L’ispirazione? Il vaso contenitore che le ragazze di Portofino utilizzavano negli anni ’60 per trasportare le gardenie. La bottiglietta in argento, che ricorda una boccetta di profumo, è ancora centrale nelle creazioni della Maison, ed è stata sviluppata in altre forme nel corso degli anni, dalla classica giara all’inro giapponese.

La collana Diamonds By the Yard

Elsa Peretti

Appena arrivata nelle fila di Tiffany negli anni Settanta, Peretti venne incaricata di creare una versione più semplice e versatile della classica collana di diamanti. Nacquero catene fluide e raffinate impreziosite da piccoli diamanti montati a castone, gettonate ancora oggi. Il nome si deve proprio a Halston, che così le soprannominò, in riferimento alla loro intrinseca indossabilità. «I diamanti montati in questo modo hanno una luce diversa. Sembrano gocce di luce, come un ruscello» dichiarò lo stilista.

Il mitico Bone cuff

Elsa Peretti

La famiglia della Roma bene in cui era cresciuta la voleva medico. Sarà un caso (o forse no) ma una delle creazioni più celebri di Elsa Peretti è proprio il bracciale modello bangle che si ispira alle ossa umane. Sembra che da bambina avesse una vera e propria passione per cimiteri: trafugò, in gran segreto, dall’ossario di una chiesa del XVII secolo senza che sua madre se ne accorgesse. Il mitico Bone cuff in argento, inventato 50 anni fa, è ancora di tendenza. Ed è comparso al braccio nel corso degli anni di icone come Diana VreelandSophia Loren e Liza Minnelli.

Oltre al Bone Cuff, Peretti ha firmato alcuni dei gioielli da collezione più riconoscibili al mondo: i ciondoli a forma di fagiol della collezione Bean e gli orecchini a maglie d’oro Mesh,

Innovatrice, la designer rivendica la scelta di rendere i gioielli accessibili a – quasi- tutti. I suoi pezzi saranno declinati in varie versioni. Il successo, d’altronde, è immediato e presto le star si fanno vedere con almeno una creazione di Peretti al polso o al collo: da Liza Minelli a Diana Ross. Sempre il New York riporta che, in alcuni momenti, la collezione Elsa Peretti rappresenta il 10% del fatturato annuo di Tiffany & Co.

Un video di YouTube, originario del 1990, intitolato  Fifteen of My Fifty with Tiffany  mostra Peretti che racconta i gioielli e gli oggetti che ha disegnato con Tiffany nel corso del loro rapporto d’affari decennale. Nel video compie 50 anni. Era sopravvissuta allora a tutti i suoi amici. 

Verso la fine del video YouTube Elsa Peretti si sporge in avanti e guarda oltre i suoi occhiali giganti. “Lo stile è ciò che senti. Bisogna dare ad una donna una sicurezza, non legarla”. Stringe i pugni e batte i polsi mentre lo dice. 

Oggi le opere di Elsa Peretti fanno parte delle collezioni dei più importanti musei del mondo, dal British Museum di Londra al Metropolitan Museum of Art di New York passando per il Museum of Fine Arts di Boston, e nel 2019 Firenze, la sua città, le ha dedicato la mostra The Modern Vision of Elsa Peretti, all’interno della XII Florence Biennale d’Arte.

Partnership US Open

Il marchio di gioielli Tiffany & Co. ha stretto una partnership con gli US Open di tennis e rimarrà il partner ufficiale del torneo per 37 anni.

In onore della leggendaria partnership, l’azienda ha creato la racchetta da tennis Elsa Peretti Diamonds by the Yard, un pezzo unico. Al posto delle corde tradizionali, la racchetta presenta 108 diamanti per un totale di oltre 30 carati, montati su 35 catene di platino individuali.