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Seconda mano? Scopro Vinted e armadi pieni di solidarietà

La moda di seconda mano non è più roba da mercatini. La pandemia e la crisi economica, uniti alla passione per il vintage, hanno trasformato il second hand in un vero e proprio business, che gira soprattutto intorno alle app. Basti pensare che l’applicazione Vinted, nata per comprare e vendere abiti usati, ha spopolato dando vita ad una community formata da quasi 40 milioni di persone, soprattutto in Europa.

“Non lo metti? Mettilo in vendita!”

E’ lo slogan che spopola ormai quotidianamente in tv. E’ semplice da utilizzare e l’idea di questo market online lituano è quella di consentire agli utenti della community di scambiare, vendere o comprare oggetti che altrimenti andrebbero buttati ed invece acquistano così nuova vita.

Io ho scoperto Vinted da qualche mese, grazie a #leamichemiebellissime che mi hanno convinto ad iscrivermi, nonostante io sia una vera e propria rigattiera più da mercatino che non da app. La cosa divertente e interessante è il sistema delle offerte: tu imposti un prezzo, un utente interessato può proporti di acquistarlo facendoti un’offerta. Se qualcuno sta seguendo il tuo profilo o un oggetto in particolare puoi proporti di venderglielo ad un prezzo scontato solo per lui/lei. E da qui si crea la vera e propria community con un mondo di relazioni.

Qualche giorno fa, in un pomeriggio uggioso navigando su Vinted, mi soffermo a leggere la bio di un account con foto di un bel gattino: francesca819. Una sbirciatina un po’, qua e là, nell’armadio, così si chiama la vetrina degli utenti Vinted, faccio un’offerta poco convinta e inizio a chattare, incuriosita. 

Grazie di aver aggiunto un mio articolo tra i tuoi preferiti. Se hai bisogno di altre informazioni chiedi pure senza farti problemi! Buon pomeriggio!

Sì, perchè l’educazione e la grazia sono una delle armi vincenti per cercare di conquistare nuovi acquirenti e diventare affidabili a suon di recensioni positive. Rispondo, chiedendo qualche informazione in più rispetto alla descrizione della bio:

Buongiorno ragazzi, io sono quella che pubblica le foto ma in realtà a vendere è un team di persone che regala le cose che non usa più, per poter raccogliere fondi per la sterilizzazione dei gatti in Sardegna. Noi non abbiamo guadagni, ogni soldo che riusciamo a raccogliere va per quello scopo. Vi ringrazio per l’aiuto che potrete darci!

Apperò, mi dico, che bella storia! Pierantonio e Cristina, Anna, Mariella, Patrizia A., Patrizia D., Francesca, Luciano, Luisa, Egle, Roberta… Questi i nomi di alcune delle splendide persone che si celano dietro questo profilo di ‘gattino’.

“L’idea è partita da me che vado da 20 anni in Sardegna in vacanza e vedo sempre molti, troppi, gatti in stato di semi randagismo, che, seppur nutriti da persone amorevoli, conducono comunque esistenze miserevoli, con acciacchi e malattie non sempre curabili, visto che sono, per la maggior parte, selvatici” – racconta francesca819.

“Credo fermamente nella sterilizzazione come unica cura al randagismo e così ho iniziato con faccia di bronzo, a chiedere un piccolo, o anche piccolissimo, aiuto economico ad amici o nelle chat di gruppo di vario genere; in particolare in Sardegna, ai vicini d casa che nel corso degli anni ho conosciuto amanti degli animali e che condividono la mia missione. Con il ‘gruzzoletto’ raccolto ho iniziato a barattare ore di spiaggia per condurre a sterilizzare i gatti (chiaro, quelli che riuscivo a prendere) dal veterinario, diventato ora mio caro amico, sempre presente, che ci aiuta tantissimo”. E continua: “ma il denaro è difficile da chiedere più di una volta, così ho pensato che gli oggetti e l’abbigliamento che tutti abbiamo in casa – e che magari non usiamo ma non vogliamo buttare – potevano diventare un’ottima fonte di raccolta fondi. Lancio l’idea e, con la solita faccia di bronzo, chiedo aiuto ad amiche e amici, sempre disponibili! Ed eccoci partiti!”.

Perché in Sardegna? “Perché lì c’è sicuramente più necessità di intervenire per aiutare gli animali anche perché nelle zone più isolate ci sono tantissime colonie di gatti randagi. Abbiamo ottenuto, ad oggi, buoni risultati: siamo riusciti a sterilizzare parecchie decine di gatti, il che significa centinaia di gatti randagi in meno nei prossimi anni e, a metà maggio, quando tornerò in Sardegna, mi attiverò di nuovo di persona con nuovi obiettivi”.

Come funziona l’organizzazione del vostro armadio? “Sono una decina le persone che mi consegnano con costanza cose (indumenti e oggetti) da vendere, ma siccome la voce ha iniziato a circolare, in tanti si sono resi disponibili ad aiutare. Per fortuna! Molte persone non le conosco neppure, sono conoscenti dei miei amici (ma le ringrazio di cuore!). Si è creata una rete spontanea a partire da 10 donne, alle quali vanno aggiunti due mariti che danno una mano per amore della moglie che è amante dei mici e amici di amici e degli animali in generale”.

La casa come magazzino? “La mia auto è diventata un furgoncino per i trasporti (per la gioia di mio figlio che la condivide con me). E la merce o mi viene consegnata a domicilio o vado a ritirarla io personalmente e, dopo aver deciso insieme i prezzi di vendita, stipo il tutto nella camera (ormai magazzino) di mia figlia che non è più a casa, e pian piano la smisto. Decido cosa pubblicare, cercando di cambiare il tipo di articoli per stuzzicare tutto il pubblico e mantenere viva l’attenzione dei possibili acquirenti. Poi la sistemo, dividendola in una maniera che mi consenta di ritrovarla senza dover fare mille salti per ritrovarla. E poi…speriamo di vendere tutto velocemente!”

A chi vi rivolgete? “Il nostro range è “maturo”, siamo dai 55 agli oltre 70, gli acquirenti sono di tutta Europa: spagnoli, olandesi, francesi, belgi, ma soprattutto italiani. Uomini e donne (soprattutto queste ultime) di tutte le età, che hanno capito che con gli acquisti di seconda mano si risparmia e si possono avere cose ancora belle da utilizzare con tranquillità”.

“Oltretutto, sono bellissimi questi scambi o vendita di cose, sia di capi che di oggetti, che hai amato e che hanno in questo modo una seconda chance di vita.”

“Tantissimi, tra quelli che mi hanno contattato anche solo per chiedere informazioni su un capo, ci hanno appoggiato e fatto dei complimenti che ci hanno reso orgogliose (nel nostro piccolo) per quello che facciamo. In alcuni casi sono diventata “amica di penna” di alcune persone, ed è una cosa che amo moltissimo”.

Un appello? “Non so se ho attirato più persone, magari ci sono anche “clienti” che non amano gli animali (o i gatti in particolare), ma vorrei dire loro che nel momento in cui Vinted ha proposto un aiuto diretto all’Ucraina (tramite Medici Senza Frontiere) noi abbiamo donato anche una parte dei nostri introiti per questa causa umanitaria, in questo momento, decisamente più urgente”.

Che dire? Bravi a tutti e andate anche voi a dare una sbirciatina a francesca819 su Vinted, ne vale la pena!

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Cos’è Vinted?

Vinted è una piattaforma su cui gli utenti possono vendere gratuitamente abiti usati (la spedizione è a carico dell’acquirente). Oggi conta più di 120000 articoli elencati, con un prezzo medio per articolo di 15 euro. Fondata nel 2008 a Vilnius, in Lituania, da Milda Mitkute e Justas Janauskas, è nel 2016, con una nuova strategia comunicativa, che ha preso il volo. Oggi Vinted è presente in 11 mercati europei, tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Polonia, Lituania, Repubblica Ceca, Spagna, Austria, Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, con uffici a Vilnius, Berlino, Varsavia e Praga.

Gli acquirenti pagano una piccola tassa di protezione dell’acquirente per garantire una migliore sicurezza sulla piattaforma. Rispetto ad altre app o ai classici mercatini vintage, su Vinted non si vendono solo abiti di seconda mano o accessori abbigliamento. Puoi trovare anche moltissimi oggetti che provengono dalla casa di qualcun altro e spesso molti utenti rivendono i propri libri letti, consigliandone o meno la lettura.

Una volta che avrai venduto un oggetto, lo spedirai seguendo le indicazioni della app che prepara per te la lettera di vettura. La spedizione è sempre a carico del “cliente” e tu non dovrai fare altro che consegnare il pacco al più vicino punto di spedizione..

I soldi vengono lasciati in un conto telematico, in cui restano finché l’utente non riceve l’oggetto e conferma che si tratta di ciò che aveva chiesto. In caso contrario può richiedere un rimborso e rimandarti indietro l’oggetto a sue spese.

Quando la transazione si è conclusa con successo, Vinted carica i soldi guadagnati in un portafoglio collegato alla tua carta di credito o bancomat. A questo punto potrai decidere di lasciare li i soldi per futuri acquisti in app, oppure caricare i soldi sul tuo conto.

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L’usato arriva nei supermercati

L’abbigliamento di seconda mano conquista un’altra frontiera distributiva e arriva nei supermercati. A fare da pioniere è l’inglese Asda, che ha ampliato l’offerta di George, la sua linea di abbigliamento, con la collezione “Re-Loved”, composta da capi second-hand. La fase di test della linea è già iniziata: per le prossime due settimane, infatti, la “Re-Loved” sarà disponibile nel punto vendita Asda di Milton Keynes e includerà, inizialmente, vestiti usati di diversi brand.

L’iniziativa, spiega Drapers, risponde alla volontà del gruppo di ridurre l’impatto ambientale delle sue proposte moda, in linea con quanto già accaduto la scorsa primavera, quando George ha lanciato la prima collezione in poliestere riciclato. Negli scorsi mesi, il tema della sostenibilità, sempre più al centro delle strategie della moda internazionale, è arrivato a Westminster, dove il Parlamento ha messo nel mirino le 16 realtà più importanti della moda inglese, interrogandole sugli  sprechi, sulle norme anti inquinamento e sui livelli di retribuzione dei dipendenti.

L’iniziativa di Asda è solo la più recente in tema di abbigliamento usato e moda sostenibile, come dimostrano gli annunci del gruppo H&M e di Zalando. A incoraggiare le aziende in questo senso sono i dati di scenario: secondo il reseller digitale ThredUp, il mercato dell’apparel di seconda mano è in espansione e, con ogni probabilità, crescerà più velocemente di altri segmenti retail nei prossimi dieci anni. Nel 2022, il valore di questo mercato dovrebbe toccare i 41 miliardi di dollari (33 miliardi di euro) a livello globale.