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Gli abiti, status symbol dai tempi di Margherita D’Austria

Gli abiti, oggi vezzo e spesso capriccio di ogni donna, hanno rappresentato nella storia anche uno status sociale. Un vero e proprio patrimonio da portare in dote come simbolo del proprio lignaggio e potenza economica della famiglia di provenienza.

Gli archivi storici italiani sono pieni di queste testimonianze forse troppo spesso sottovalutate e ignorate dai più. In un momento storico come questo che, invece, ci spinge, nuovamente, alla riscoperta delle nostre radici culturali in nome di una originalità ed unicità che andrebbe valorizzata e non lasciata ostaggio e vittima della globalizzazione.

Un esempio su tutti, conosciuto agli studiosi del settore, ma di sicuro interesse di quanti anche solo per immaginare l’abbigliamento di una dama rinascimentale, è il documento qui riportato. Si descrive la dote che Madama Margarita D’Austria dona a donna Artemisia de’ Trasmondi di Civita di Penne (Abruzzo).

Ne riporto, integralmente, la trascrizione per evidenziare quali fossero i colori in voga al tempo, le forge degli abiti, dei mantelli e dei cappelli, le tipologie di stoffe utilizzate, segno di un gusto che si è tramandato sino ai nostri giorni.

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(A. Clementi , Margarita D’Austria a L’Aquila, pp.27, 28 in Atti del Convegno: Margarita D’Austria in Abruzzo nel quarto centenario della morte- Mostre Architettoniche Documentarie e Librarie, dicembre 1987 )

Al suo arrivo all’Aquila Margherita d’Austria trasferì tutto il suo patrimonio itinerante di collezioni di arazzi, dipinti, gioielli e preziosi oggetti d’arte. Che sono elencati nel ricco Inventario 372 della Computisteria farnesiana, conservato presso l’Archivio di Stato di Parma.

In casse e bauletti e cassette finemente intarsiate troviamo conservati bottoni «di cristallo», d’oro, smaltati «pieni di profumo», d’argento e di seta. A decoro di abiti con illustrazioni minuziose dei collari e delle guarnizioni finemente rappresentati nelle cinture e nelle trine, di cui sappiamo la composizione e le provenienze.

Raffinata è la descrizione di tutti i veli di Madama e dei gioielli composti da perle, collier, smeraldi, granatini e diamanti per le acconciature del capo e per il collo.

Cospicua è la collezione di orologi che contempla molti pezzi preziosi, ma anche orologi come gioielli in forma di «due orologgetti tondi, dorati con sua borsa con fettuccie da portare al collo».

Nei bauli troviamo abiti e tessuti che lasciano immaginare la tipologia degli arredi interni alla corte di Margherita, e che sono forse anche l’esito dei viaggi, degli spostamenti, anche temporanei, e dei doni che la duchessa aveva accumulato nelle sue numerose e variegate esperienze di governo. […]

Oggetti religiosi completavano l’inventario con messali, rosari, crocifissi e soprattutto reliquie e anelli con gli Agnus Dei. A testimonianza della grande fede di Margherita d’Austria e della sua quotidiana pratica di devozione. Rafforzata dalla guida spirituale di Ignazio di Loyola, prima, e di Mariano Racciaccari, dopo.

(G. Bertini, L’inventario di Margarita D’Austria con un’introduzione di Silvia Martini, ed. Umberto Allemandi)