Articoli

storia occhiali 2

Gli occhiali, storia e moda

Gli occhiali sono uno strumento di uso comune che migliora la vista di moltissime persone. Sono tanto comuni che oggi non ci facciamo più caso. Ma non è stato sempre così.

L’inventore degli occhiali indossabili, è sconosciuto. I romani utilizzarono il vetro per migliorare la capacità di vedere piccoli testi, creando piccole lenti d’ingrandimento, come testimoniato da Seneca e Plinio (quest’ultimo scriveva Neronem principem gladiatorum pugnas spectasse smaragdo, ovvero Nerone utilizzava uno smeraldo – verosimilmente per fini ottici – durante i giochi gladiatori).

I primi documenti riguardanti gli occhiali apparvero in Italia nel XII secolo. I veneziani, capendo l’importanza di mantenere segreta l’arte della produzione del vetro, relegarono le fornaci sull’isola di Murano con la scusa della pericolosità di queste attività in una città costruita prevalentemente con il legname del Cadore e della Carnia, vietando espressamente ogni traffico ai forestieri. La produzione di lenti in vetro soffiato a Venezia era fortemente presente, tant’è che nei Capitolari delle Arti Veneziane del 1284 si distinguono gli occhiali (roidi da ogli) dalle lenti d’ingrandimento (lapides ad legendum). Le lenti in vetro venivano incastonate in montature di legno, pelle o di corno di animali e poi tenute davanti al viso o appoggiate sul naso. A Treviso, all’interno della Sala del Capitolo del convento domenicano della chiesa di San Nicolò, si può ammirare l’affresco eseguito da Tommaso da Modena nel 1352 che ritrae il cardinale Ugone di Provenza con degli occhiali appoggiati sul naso. Maggiormente utilizzati dai monaci, l’uso degli occhiali crebbe in popolarità e la tecnologia produttiva migliorò durante il Rinascimento, come attestato dalle opere d’arte del primo Rinascimento che a volte raffigurano studiosi che utilizzano cornici portatili o occhiali tipo trespolo.

I mastri vetrai italiani realizzavano lenti di diverso spessore in base a test della vista rudimentali. Man mano, le creazioni italiane si diffusero in tutta Europa, pur rimanendo disponibili esclusivamente a nobili e ricchi borghesi. Le prime modifiche tecnologiche arrivarono nel 1700 grazie allo sviluppo delle stanghette. Il modello più famoso era chiamato Martin’s Margins, sviluppati dall’inventore Benjamin Martin, oggi venduti come oggetti da collezione. Dopo l’innovazione delle stanghette ci fu quella delle lenti bifocali, inventate da Benjamin Franklin, che permisero di vedere bene sia da vicino che da lontano. Un altro tipo di occhiali che allora andava di moda erano gli occhiali a forbice che potevano essere riposti in tasca e tirati fuori all’occorrenza.

All’inizio del XIX secolo, gli occhiali erano ancora fatti a mano e non erano disponibile per tutti. Grazie alla rivoluzione industriale e alla produzione in serie di montature e lenti, divennero molto più economici, diventando finalmente alla portata di tutti. Così, gli occhiali divennero un oggetto di moda e non solo un mezzo per vedere bene. Ad esempio, Theodore Roosevelt indossava occhiali pince-nez (stringi naso), privi di stanghette che rimanevano di fronte agli occhi grazie a una clip sul naso. Questi occhiali erano piuttosto popolari all’inizio del secolo. In seguito, gli stili degli occhiali cambiarono a causa dell’uso di materiale plastico che permetteva di modellarli in molte forme e dimensioni.

Il XX secolo ha visto anche l’ascesa degli occhiali da sole, utilizzati sia per proteggere gli occhi che come accessorio alla moda. In realtà, questi furono inventati in Cina durante il XII secolo, ma non erano funzionali alla vista o alla protezione dal sole, poiché erano usati per oscurare gli occhi dei giudici in tribunale in modo che nessuno potesse determinare le loro espressioni.

Il modello più famoso del mondo, i Ray Ban Aviator, sono nati nel 1930 per proteggere gli occhi dei piloti americani dalla luce del sole durante il volo.

Karl Lagerfeld, geniale stilista scomparso lo scorso anno, non è mai apparso in pubblico senza occhiali da sole a causa di un problema di lacrimazione che voleva nascondere sotto le lenti.

Nell’immaginario comune, la Lolita di Nabokov e Kubrick indossa dei grandi occhiali da sole a forma di cuore, come sulla locandina, ma nella pellicola e nel racconto non se ne fa menzione.

La regina del fashion system Anna Wintour non rinuncia quasi mai agli occhiali da sole che, ha dichiarato, utilizza per nascondere alle persone i suoi pensieri, oltre a stanchezza e sonnolenza.

balmain podcast

Balmain lancia un podcast dedicato al DNA della maison

Balmain è l’ultima casa di moda in ordine di tempo a lanciare il proprio podcast.

Chiamato “L’Atelier Balmain”, esso propone una serie di dieci episodi dedicati agli aspetti principali della storia unica di Balmain, alle sue celebri signature e al suo particolare DNA.

L’Atelier Balmain comprende escursioni a Saint-Jean-de-Maurienne (il piccolo villaggio alpino in cui Pierre Balmain è nato appena prima dello scoppio della Grande Guerra) o al 44 di rue François Ier, l’elegante indirizzo parigino in cui la maison de couture omonima del suo creatore di moda è nata appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

In L’Atelier Balmain, Rousteing incontrerà anche eminenti scrittori e storici della moda, al fine di indagare e discutere dei temi, delle personalità e dei momenti creativi chiave di questa azienda di moda di 75 anni.