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Décolleté

Le décolleté più belle da indossare per Capodanno e per tutto il 2022

Décolleté sì o no? Ormai è risaputo che le scarpe sono l’accessorio in grado di cambiare il look, l’accessorio che fa la differenza e che fa impazzire tutte le donne.

Davanti a un tacco 12 ogni donna resta incantata. Non ne può proprio fare a meno.  Diventa il sogno ricorrente fino a quando non raggiunge l’obiettivo. Potrebbe anche non indossarlo mai, ma un tacco 12 lo deve avere.

Che goduria quando trovi la scarpa giusta per quell’outfit, per quella occasione importante.

Ed allora minimal chic, vintage, eccessiva, elegante ce ne è per tutti i gusti.

Il 2022 vedrà protagoniste non le classiche décolleté, ma quest’anno ci sono dettagli che impreziosiscono  le punte, il tacco, la caviglia con lunghissimi lacci.

Slanciano e allungano la figura, si abbinano ad abiti corti, gonne midi, pantaloni a palazzo.

Le décolleté di tendenza si presentano in svariati materiali come pelle, vernice e impreziosite da piccoli dettagli.

Sicuramente per entrare nel 2022 con il piede giusto niente di meglio che un paio di scarpe scintillanti. Meglio, però, puntare su un modello di tendenza da indossare più e più volte per tutto l’anno che verrà.

Tra le tendenze dell’inverno 2022 rientrano le décolleté con plateau  che donano centimetri in altezza e azzerano la sensazione di essere poco comode. A portare il dettaglio della doppia suola in passerella è Versace con un modello in raso dai colori vitaminici  come il rosa e il giallo fluo. Come indossarle? Con mini dress e collant colorate.

Le scarpe più sexy sono le “Rockstud” di Valentino dove, Pierpaolo Piccioli, ci ha regalato la sua visione rock delle classiche “two tone”. Nude and black, un modello dotato di tacco a spillo, caratterizzato da un’ampia scollatura e rifinito con micro borchie di metallo bronzo.

Si indossano da mattina a sera, con jeans morbidi e giacche di pelle, abiti midi a fantasia floreale e completi tailleur dal tessuto maschile.

La scarpa con il tacco in una donna è sinonimo di sensualità e femminilità.

Le decollete rappresentano le calzature che ogni donna dovrebbe avere nella propria scarpiera, soprattutto il classico modello nero perfette per andare  a lavoro e per uscite galanti.

Un must have di sempre, femminile e chic, come le Pigalle di Loboutin impreziosite dalla ormai nota suola rossa.

Super raffinata sono le Décolleté di Casadei, adatte soprattutto per la sera, caratterizzata dal tacco sottile.

Lusso e creatività, materiali di pregio e design ricercato sono le décolleté Aquazzurra, un vero inno alla femminilità. décolleté mai banali, curate nei minimi dettagli, marchiate dall’ananas dorato, logo del brand.

Oltre a questi oggetti del desiderio, sul mercato ormai se ne trovano per tutte le tasche.

E allora affrettatevi a comprare la scarpa giusta per le prossime feste e non preoccupatevi di osare, perché è proprio quell’osare che renderà unico il vostro outfit.

di Virginia D’Amico

Donne

Nuova femminilità: contro il male ai piedi in ufficio c’è il #kutoo

Secondo il sessuologo Emmanuele A. Jannini, in un’epoca in cui maschi e femmine rubano gli uni dall’armadio delle altre, “la scarpa è rimasta l’ultimo avamposto della femminilità”.

Aggiunge Gaia Vicenzi, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale:

«Il piede è a lungo coperto, ma è anche il primo a scoprirsi nell’intimità: quando entriamo in casa, la prima cosa che ci togliamo sono le scarpe. È la fine e l’inizio della comunicazione a due attraverso i corpi, si scende “coi piedi per terra” e ci si mette su un piano di parità».

E così la ballerina alla Audrey Hepburn, che a noi donne piace tantissimo, molti uomini la considerano “ammazza-sesso”.

«Lo stile dell’attrice era all’insegna dell’eleganza e della raffinatezza, ma si tratta di una scarpa un po’ infantile che nell’immaginario maschile è l’antitesi della sensualità e della provocazione, e spegne quella fantasia che invece il tacco alto o uno stivale fetish accende immediatamente. Di più quando il tacco 12 conferisce a chi lo indossa un’andatura ancheggiante e sexy o un po’ esitante, e un piede che appare più piccolo di com’è».

Nell’800 c’era chi strumentalizzava i tacchi per dimostrare che le donne non meritavano il diritto di voto.

In un editoriale del New York Times del 1871, si legge:

«… sembra che alcuna forma di buonsenso, indipendenza o temperamento equilibrato riesca a liberare dalla schiavitù della moda… Suffragio! Diritto di voto! Prima mostrateci una donna che sia abbastanza assennata e libera da vestirsi con gusto senza scarpe che distruggano tanto la sua comodità quanto il suo portamento».

Lo sceicco Abd al-Aziz ibn Baz nel 1999 ne vietò l’uso in Arabia Saudita perché rendevano le donne più attraenti.

In Giappone, invece, l’anno scorso migliaia di donne hanno firmato una petizione contro l’obbligo di indossare scarpe con i tacchi al lavoro: è il movimento #kutoo, da kutsu, scarpa e kutsuu, dolore, lanciato con un tweet virale dall’attrice Yumi Ishikawa.

La richiesta in Parlamento del movimento #kutoo è stata stroncata dal ministro del Lavoro e della Salute giapponese, Takumi Nemoto, per il quale «indossare tacchi alti sul posto di lavoro è necessario e appropriato».