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Thierry Mugler

Addio a Thierry Mugler, oltre la couture con il profumo Angel

Addio a Thierry Mugler. La moda perde uno dei suoi eclettici protagonisti; uno stilista visionario, un inventore vero, che aveva plasmato un mondo di pura, scatenata fantasia. Si è spento domenica 23 gennaio all’età di settantatrè anni – le cause sono ancora ignote – Manfred Thierry Mugler, principe della couture e inventore di Angel (1992), il primo profumo gourmand immediatamente riconoscibile con le sue note di patchouli e cioccolato, saldamente nella top 5 delle fragranze più vendute al mondo. A darne l’annuncio sui social è stato il suo agente, Jean-Baptiste Rougeot. Si legge sulla pagina Instagram del brand francese.

“Un visionario la cui immaginazione come artista ha contribuito a rendere più audaci le persone di tutto il mondo, incoraggiandole a sognare in grande”,

L’universo di Mugler

Le star ovviamente lo amavano: Jerry Hall, Madonna e Diana Ross facevano a gara per sfoggiare gli outfit esagerati del couturier. La Ross è stata anche la prima cantante nella storia a sfilare in passerella nel 1991.  Il suo universo estetico è abitato da vampiresse, incidentate, assatanate, segretarie aliene, vedove siciliane, eroine di b-movies, mantidi oranti e comuniste pazze. Traendo ispirazione dall’architettura, il teatro, Hollywood, il Futurismo, Mugler ha disegnato le sue collezioni, messo in scena i suoi spettacoli e, almeno dal 1976, diretto le sue campagne pubblicitarie, e fotografato le sue creazioni. Le sue creazioni teatrali lo hanno reso un preferito di celebrità come Lady Gaga, Beyoncé, Cardi B e Kim Kardashian West. Ma il suo talento per il teatro si estendeva oltre le passerelle e le sere di gala. Ballerino, acrobata e bodybuilder, era affascinato dal corpo umano come arte e dall’arte della negazione di sé.

“Sono un architetto che reinventa completamente il corpo della donna”, amava dire.

Il Montreal Museum of Fine Arts nel 2019 ne ha ripercorso il lavoro in una mostra curata da Thierry-Maxime Loriot.

Agli inizi degli anni duemila, venduto il marchio – che è ancora attivo – si è dedicato ad altre attività, come creare costumi per il Cirque du Soleil. La reinvenzione è il tema che attraversa la vita e l’opera di Mugler: il desiderio di materializzare visioni sperticate trovava concretezza attraverso un lavoro certosino di atelier.

Lo si può annoverare tra gli inventori del power dressing, tutto spalle giganti, vite strizzate, tacchi sperticati, ma Mugler il suo power lo declinava in maniera fantastica invece che affaristica. Il suo stesso corpo era un racconto fantastico, costruito attraverso immaginazione e volontà. Si rifiutava di usare tessuti “carini”, preferendo scolpire abiti in lattice, metallo, gomma vulcanizzata. I suoi vestiti non erano pensati per essere comodi o liberatori, e per questo lo hanno ferocemente criticato.

Scompare in un momento in cui la moda, in uscita dal tunnel pandemico, riscopre la seduzione e l’espressione ad alto volume, e quindi lo rivaluta.