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Espadrillas, fanno dei giri immensi e poi ritornano

Espadrillas, la scarpa dell’estate da sempre. E chi lo ha detto che le espadrillas si possano indossare solo al mare?

Yves Saint Laurent intuì il potenziale fashion di queste calzature. Alla fine degli anni ’70 porta in sfilata delle espadrillas donna con zeppa di corda, dotate di lunghissimi lacci da annodare intorno alla caviglia, per intenderci quelle tanto amate dalle royal Letizia di Spagna e Kate Middleton.

Fu proprio negli anni ’70 che Castañer, fondatore delle espadrillas e lo stilista francese, crearono insieme il primo modello di espadrillas dotato di zeppa, divenute nel tempo una leggenda.

Nei decenni successivi tanti i brand che seguirono l’esempio, da Chanel, Hermes, Louis Vuitton a Missoni, Laboutin, Jean Paul Gaultier.

La collezione 2022 di Massimo Dutti ne è particolarmente piena. Tantissimi i modelli, così ben fatte da essere perfette tanto con i bermuda che nel tempo libero, per un aperitivo, per andare in ufficio, se il dress non richiede un abbigliamento più formale. Insomma, hanno una versatilità immensa a soli 60 euro.

Che siano realizzate in tela, in cotone o con un tessuto pregiato, le espadrillas hanno letteralmente stregato il mondo della moda e, con l’arrivo della bella stagione, sono tantissimi i brand che presentano il proprio modello.

Tipicamente estive, sono diventate le calzature più cool in commercio.

Disponibili sia per uomo che per donna, le espadrillas sono la soluzione migliore per rendere il look unico con un tocco casual.

Comode, fresche e cool, le espadrillas si vedono non solo al mare, ma anche in città. Una calzatura in continua evoluzione, ogni anno vengono proposte versioni più alla moda ed eleganti che sono riuscite a far diventare questa calzatura la vera protagonista dell’estate.

Perfette sotto gli abiti lunghi in cotone morbido, con un jeans e una t-shirt, un completo giacca e pantalone per andare in ufficio per un allure minimal, ma anche molto chic.

Di giorno si indossano moltissimo, ma si prestano bene anche per cerimonie e matrimoni più informali, o cene. Basterà sostituire i midi dress floreali con una jumpsuit elegante.

Le espadrillas sono un vero passepartout della stagione estiva.

La versione più conosciuta è quella lanciata da Chanel: una calzatura che riprende il logo del brand e la punta nera.

Ad oggi la versione più richiesta sono le espadrillas con i lacci perché più elegante.

Che siano nella classica versione bassa oppure con la zeppa, con i lacci da annodare sulla caviglia, le espadrillas possono rivelarsi fedeli alleati per creare outfit versatili, trendy e comodi.

In versione romantica, con i fiori, ricami, applicazioni preziose, stampe animalier, con le frange, qualunque modello scegliate, le espadrillas sono un accessorio irrinunciabile.

 

Yves Saint Laurent

Parigi celebra 60 anni di Yves Saint Laurent, tra moda e arte

Nei Musei di Parigi gli abiti di Yves Saint Laurent sfilano accanto ai dipinti che li hanno ispirati (Yves Saint Laurent aux Musées, dal 29/1 al 15/5/2022).

Il Louvre è tra i sei musei che ospitano la mostra di Yves Saint Laurent che celebra i 60 anni dalla prima sfilata.

Il 29 gennaio del 1962 Yves Saint Laurent, 26 anni, presentava la prima sfilata della sua neonata Maison, dopo la rottura con Christian Dior.

Dove sarà allestita la mostra Yves Saint Laurent aux musée?

I vestiti dello stilista si adattino a musei che coprono epoche e stili artistici molto diversi. L’evento toccherà Centre Pompidou, Musée d’art moderne, Louvre, Orsay, national Picasso-Paris e Musée Yves Saint Laurent. I centri culturali scelti conservano opere che fanno risaltare le creazioni e ne risultano valorizzate.

Moda e arte

Non è la prima volta che a Saint Laurent, scomparso nel 2008, è concesso l’imprimatur dell’establishment artistico. Già nel 1983, appena due decenni dopo la sua prima mostra, divenne il primo designer vivente a esibire le creazioni al Metropolitan Museum di New York. Il Petit Palais di Parigi ha realizzato una retrospettiva sulla carriera nel 2010.

Ideato e reso possibile dalla Fondation Pierre Bergé — Yves Saint Laurent, Yves Saint Laurent aux Musées promuoverà un dialogo tra una selezione di capi, tra cui alcuni dei modelli più iconici del couturier, e le collezioni permanenti di sei importanti musei parigini.

Gli abiti scelti per l’esposizione

Creazioni negli stili astratti di Piet Mondrian, Sonia Delaunay e artisti pop statunitensi sono appese accanto ai ritratti che li hanno ispirati. La collezione di Saint Laurent incentrata sull’artista olandese uscì con recensioni entusiastiche nel 1965. Dopo quattro anni il pittore, morto nel 1944, ha avuto la sua prima retrospettiva di carriera al Museo dell’Orangerie. Alla Galleria Apollo del Louvre, tra corone e i gioielli dei sovrani francesi, sarà esposta la “giacca di Versailles” ricoperta di foglie d’oro e cristalli di rocca. L’allestimento presenta anche gli abiti che ha realizzato per il “Ballo di Proust”, un evento organizzato dalla famiglia Rothschild. I modelli saranno esposti accanto ai capolavori di Monet, Degas e Renoir all’ultimo piano del Museo d’Orsay.

In gran parte sconosciuti, questi materiali d’archivio aiuteranno a capire come nascono i capi couture. Illustreranno il lavoro quotidiano sviluppato all’interno della casa di moda, forniranno informazioni sul processo creativo di Saint Laurent e renderanno omaggio ai suoi numerosi e inestimabili collaboratori.

Il Museo Yves Saint Laurent

Al Museo Yves Saint Laurent i visitatori possono osservare una collezione dei disegni del creativo.

Yves Saint Laurent

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La nascita del termine top model grazie a Avedon

La nascita del termine top model si deve a questa fotografia, intitolata ”Dovima with the Elephants”, “Dovima con gli elefanti” e fu scattata da Richard Avedon al Cirque d’hiver, a Parigi nel gennaio del 1955.

Fu proprio per la modella Dovima e per questo scatto in particolare che venne coniato il termine ‘top model’.

Questa immagine divenne una delle fotografie di moda più iconiche del ventesimo secolo.

Persino l’abito nasconde un retroscena.

Questo fu infatti il primo abito da sera disegnato per Christian Dior dal suo nuovo assistente, un tale Yves Saint-Laurent che diverrà uno dei nomi più celebri della moda.

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Non c’è solo Il Diavolo veste Prada: 15 film sulla moda da vedere

La guida sui migliori film sulla moda, quelli da vedere almeno una volta nella vita, l’ha stilata Vogue (edizione francese).

Che si tratti della vita di Yves Saint Laurent, dei primi passi di Gabrielle Chanel nella moda, di una sbirciata dietro le quinte di un prestigiosa rivista o nel mondo di una modella, è sempre il momento buono per immergersi nelle storie poco ortodosse e i racconti bizzarri che costituiscono il fantastico, scintillante e irresistibile mondo della moda.

Yves Saint Laurent (2014)

In Yves Saint Laurent di Jalil Lespert, troviamo la rievocazione della vita di uno dei più grandi nomi della couture francese, in cui il personale e il professionale spesso si intrecciano. Dal ruolo alla guida di Dior nel 1957, alla creazione della sua casa di moda nel 1961, alla relazione con Pierre Bergé, Yves Saint Laurent è un tentativo di incarnare la complessa creatività del couturier francese. Il film cerca di coglierne tutte le sfaccettature, le ispirazioni e i fallimenti, compresa la celeberrima collezione russa del 1976. L’interpretazione di Pierre Niney nel ruolo di Yves Saint Laurent gli è valsa il César come migliore attore, sorpassando di netto quella di Gaspar Ulliel, nello stesso ruolo nel Saint Laurent di Bertrand Bonello dello stesso anno.

Il diavolo veste Prada (2006)

Quando Andrea Sachs (Anne Hathaway), una giovane giornalista, si ritrova assistente di Miranda Priestly (Meryl Streep), editor capo della rivista Runwayvive uno shock culturale. A Sachs non importa molto del suo aspetto e nutre un certo disprezzo per la superficialità del mondo della moda, cose di cui Miranda Priestrly si accorge velocemente e che non manca di criticare. Con parecchio humor e una recitazione a cinque stelle, Il diavolo veste Prada, adattamento del romanzo del 2003 di Lauren Weisberger, è imperdibile.

Saint Laurent (2014)

Il Saint Laurent di Bertrand Bonello esamina la mitica ea volte, scandalosa vita di Yves Saint Laurent. Il regista immerge gli spettatori negli Anni ’70, in un tempo in cui il designer era noto per i suoi outfit sia innovativi che eleganti. In un’odissea divina nella mente dello stilista, il regista esamina un’era ricca di orientamenti folli e mutevoli. Gaspar Ulliel offre un ritratto intenso dello stilista che, per dimenticare i suoi demoni interiori, si tuffa in un mondo di droga e feste.

Cenerentola a Parigi (1957)

Prima de Il diavolo veste Prada, c’era Cenerentola a Parigi. In altri tempi e luoghi, Audrey Hepburn si ritrova a vivere una storia da Cenerentola nella Parigi degli Anni ’50. In questa commedia musicale di Stanley Donen, uno degli ultimi classici hollywoodiani del genere, Jo Stocktoncommessa in una libreria di Greenwich Village e appassionata di filosofia, diventa una modella per Quality magazine, una rivista di moda americana, grazie a un’intensa opera di convincimento. Maggie Prescott, la direttrice della rivista, e il fotografo Dick Avery, lavorano insieme per convincere Stockton a posare per loro. Nella Parigi del dopoguerra, al passo della musica di George e Ira Gershwin, Jo e Dick si innamorano, combinando due universi che, a prima vista, non sembravano compatibili.

Coco avant Chanel – L’amore prima del mito (2009)

Dalla sua infanzia in collegio fino ai primi passi nella sartoria femminile a Parigi, passando per la nascita della sua casa di moda, il biopic di Anne Fontaine Coco avant Chanel – L’amore prima del mito è una rivisitazione dettagliata dell’incredibile vita di Gabrielle Chanel, che si butta appassionatamente nel lavoro tanto quanto nelle storie d’amore. Audrey Tatou incarna con grazia questa grande Mademoiselle che ha liberato le donne con i suoi abiti semplici e raffinati. La regista francese ha deciso di focalizzarsi sulla stilista prima dell’ascesa alla gloria e descrive una donna ferita, che porta le cicatrici di un’infanzia difficile e di tragiche storie d’amore. Un film toccante ed elegante che finalmente ritrae la vera Coco.

The Neon Demon (2016)

Una giovane ragazza si trasferisce a Los Angeles sperando di iniziare una carriera di modella. La sua rapida ascesa alla fama e il suo aspetto puro fa crescere la gelosia tra le altre modelle. Mentre alcune la ammirano, altre farebbero di tutto per minare il suo successo. In concorso al festival di Cannes 2016, The Neon Demon di Nicolas Winding Refn mostra Elle Fanning nel suo ruolo più disturbante ad oggi.

Coco Chanel & Igor Stravinsky (2009)

Gli Anni ’20, Parigi… Coco Chanel è il nome sulla bocca di tutti. Le ricche signore parigine accorrono alla sua boutique di rue Cambon 5 per viziarsi con creazioni femminili e semplici che portano l’iconico marchio a doppia C. Dietro le quinte, la stilista è a pezzi per la perdita dell’amanteBoy Capelmorto in un incidente automobilistico nel dicembre 1919. Il lutto dura fino all’incontro con il compositore Igor Stravinsky, che stava lavorando a La sagra della primavera, presentata qualche anno dopo al Teatro degli Champs Élysées. Affascinata dal carisma e la personalità dell’artista, che fuggiva dalla Rivoluzione Russa, Coco Chanel decide di ospitare lui, la moglie e i figli nella sua villa a Garches, e ne diventa l’amante. È questa connessione appassionata che il regista Jan Kounen mette in risalto nel suo bellissimo Coco Chanel & Igor Stravinsky, in cui Anna Mouglalis e Mads Mikkelsen incarnano l’incontro di queste menti creative.

Who Are You Polly Maggoo? (1966)

Il film satira di William Klein sul mondo della moda è imperdibile. A Parigi, nel 1966, Grégoire Pecque (Jean Rochefort) incontra la modella Polly Maggoo (Dorothy McGowan) per completare un reportage televisivo intitolato Who Are You Polly Maggoo?. Volutamente ironico ed eccentrico, in questo film si ritrova il meglio dello charm e lo stile degli Anni ’60.

The Dressmaker – Il diavolo è tornato (2015)

Nel film del 2015 dell’australiana Jocelyn Moorhouse, la splendida Kate Winslet interpreta Tilly, una sarta di successo che torna nella sua piccola città australiana dopo un periodo in Europa. I propositi di Tilly non sono così innocenti, dato che non si è mai dimenticata degli ex vicini che le hanno rovinato l’infanzia. Provvisto della giusta dose di commedia, The Dressmaker – Il diavolo è tornato ritrae una società al vetriolo in cui i pettegolezzi infiammano la rabbia della comunità.

Il filo nascosto (2017)

Il filo nascosto racconta la storia vera di Reynold Woodcock (Daniel Day-Lewis nel suo ultimo film) che regna sul mondo della haute couture nella Londra degli Anni ’50. Questa elegante cronaca del mondo della moda e di una bellissima storia d’amore è diretta da Paul Thomas Anderson. Inoltre, il film ha vinto un Oscar per i migliori costumi.

Zoolander (2001)

Il 2001 ci ha regalato il duo comico Ben Stiller e Owen Wilson, apparsi insieme in 13 film nel corso degli ultimi 20 anni: Starsky & Hutch (2004), la trilogia Ti presento i miei, due ZoolanderI Tenenbaums di Wes Anderson. In questo film del tutto esilarante, gli spettatori seguono le avventure del modello Derek Zoolander, interpretato da Stiller, a cui una delle più malintenzionate figure del mondo della moda fa il lavaggio del cervello. Con i cameo di David Bowie, Milla Jovovich, Tom Ford, Natalie Portman e Lenny Kravits, forse questo film può vantare il cast più alla moda di sempre.

Personal Shopper (2016)

I costumi per il film diretto da Olivier Assayas, con Kristen Stewart nei panni di una tormentata personal shopper, sono stati forniti nientemeno che dalla maison Chanel. Musa di Chanel fin dalla sfilata Métiers d’Art Paris-Dallas del 2013, l’attrice impersona un’assistente disturbata, perseguitata dallo spirito del fratello gemello morto. Finisce per rubare alla sua datrice di lavoroma di chi è la colpa? Con Personal Shopper Olivier Assayas si è portato a casa il premio per la migliore regia al Festival di Cannes 2016.

Prêt-à-Porter (1994)

Girato durante la settimana della moda di Parigi nella primavera del 1994, Prêt-à-Porter trasporta gli spettatori nel turbine del mondo della couture parigina scioccato dalla morte sospetta del presidente della Camera nazionale della moda durante un ingorgo nel traffico. Il film conta sull’elegante coppia Sofia Loren-Marcello Mastroianni, due titani del mondo del cinema italiano.

La verità sull’amore (1997)

Disperato e disoccupatoEddie (Richard Anconina) viene assunto dal proprietario ebreo dell’azienda tessile American Dream, nel quartiere Sentier di Parigi. L’unico problema è che tutti pensano che Eddie sia ebreo, un fattore decisivo nella sua assunzione. La verità verrà fuori?

I Love Shopping (2009)

Becky ha un problemaè dipendente dallo shopping. Per lei, spendere è l’unico modo di sentirsi davvero viva. Per ironia della sorte, una rivista di economia la assume per dare consigli ai lettori sui loro risparmi. Nascondendo la sua dipendenza al suo capo e ai colleghi, Becky deve affrontare i suoi demoni interiori o rischia di perdere se stessa.

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Alcuni eventi della settimana della moda di Parigi annullati

Due eventi molto popolari alla settimana della moda di Parigi sono stati cancellati a causa della pandemia di coronavirus in corso, hanno annunciato gli organizzatori.

La Federation de la Haute Couture et de la Mode (FHCM) ha affermato che le sfilate uomo e di alta moda sono state annullate per motivi di sicurezza e salute.

Le sfilate erano programmate a giugno e luglio nell’ambito della settimana della moda di Parigi.

In una dichiarazione, l’FHCM ha affermato di “lavorare attivamente con i suoi membri su possibili alternative”, senza fornire ulteriori dettagli.

Le grandi case di moda francesi sono tra le molte aziende che soffrono a causa della pandemia.

Alcune case di design francesi, tra cui Yves Saint Laurent e Balenciaga del lussuoso gruppo Kering, stanno producendo ora mascherine chirurgiche.

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Yves Saint Laurent

Yves Saint Laurent firma il suo primo preservativo (d’oro)

Griffato e dal prezzo accessibile. Il perfetto souvenir da Parigi è interamente ricoperto d’oro ed è svelato dalla campagna Love Affair.

La storia di Monsieur Yves Saint Laurent non è un mistero.

Era un uomo colto, amante della letteratura, di Marrakech, del bel corpo femminile e della trasgressione.

Alzi la mano chi non ricorda una delle sue foto più iconiche. Un nudo in bianco e nero, scattato da Jeanloup Sieff nel 1971.

Ma oggi la notizia non ha niente a che fare con il fondatore della Maison che, per Pierre Bergé, ha dato per primo potere alle donne. Quello di cui tutti parlano è che il preservativo, finalmente, è tornato di moda.

Chi ha infatti visto l’ultima serie tv targata HBO, Euphoria, con protagonisti maschili Jacob Elordi, Algee Smith e l’ex dottor bollore di Grey’s Anatomy Eric Dane, si sarà reso conto non solo che mostrare il pene sul piccolo schermo non è più un tabù, ma anche che il sesso protetto è cosa buona e saggia.

Se uniamo questo al mondo veloce dell’online e di Instagram non stupisce l’oggetto che sta facendo chiacchierare il web.

Un condom griffato che fa dire che il preservativo non è semplicemente tornato di moda, ma che ora è un oggetto di moda a tutti gli effetti.

Non solo da collezionare ma soprattutto da scartare e usare.

Grazie all’estro creativo della griffe parigina Yves Saint Laurent capitanata da Anthony Vaccarello, che ha messo in vendita il primo preservativo, griffatissimo.

Rivestito d’oro, ha il logo in nero ben visibile sulla confezione.

La cosa che vi lascerà di stucco, dopo aver rielaborato che esiste un condom firmato Saint Laurent, è che il prezzo non è per niente proibitivo.

Al contrario, è low cost, accessibile a tutti, un poco più elevato rispetto ai preservativi normali. Costa infatti 2 euro ed è disponibile in due taglie anche se, per averne un esemplare o una scorta ricchissima, bisognerà fare tappa a Parigi per acquistarlo nella boutique Rive Droite che, al momento, è l’unico distributore.

Ciliegina sulla torta è la campagna Love Affair. Realizzata da Juergen Teller, il re per eccellenza della fotografia di nudi, vede protagonista un bellissimo e statuario David Alexander Flinn (quasi) come mamma l’ha fatto e, di spalle, Anja Rubik che ne contempla la bellezza e l’assoluta libertà di essere undressed davanti a lei, vestita dall’iconico completo smoking inventato da Monsieur Yves nel 1966.

Yves Saint Laurent ci regala così il perfetto souvenir da portare a casa, per sé o per gli amici, una volta di ritorno da un viaggio nella Ville Lumière. Un cadeau potente, schietto, clou e potente, proprio come il buon sesso.