Anna Wintour lancia un’invettiva contro la “cultura del throw-away”. In un’intervista rilasciata a Reuters, la direttrice di Vogue, nonché una delle più influenti personalità del mondo della moda, ha dichiarato che i capi d’abbigliamento dovrebbero essere “amati, riutilizzati e tramandati alle nuove generazioni”.

Se da un lato la dichiarazione strizza l’occhio ai praticanti del rito del second-hand, dall’altro tradisce un non troppo velato monito per i fashion addicted dagli outfit monouso (influencer in cima), i quali dovrebbero “prendersi cura dei propri abiti” e donarli una volta scartati.

“Significa prestare maggiore attenzione all’artigianalità, alla creatività, a scapito dell’idea dell’abbigliamento come qualcosa di usa e getta, che butti via dopo averlo indossato una sola volta”, ha puntualizzato la Wintour, alla guida di Vogue America da oltre trent’anni. “È tutta una questione di parlare al proprio pubblico, nel nostro caso ai nostri lettori, del fatto di mantenere i vestiti che si possiedono, donando loro valore e indossandoli più e più volte, per poi passarli ai propri figli o a chiunque altro”.

Nell’intervista, la Wintour ha inoltre aggiunto che il mondo della moda è diventato sensibile ai temi della diversità e dell’inclusione “un po’ in ritardo”, sebbene su questo fronte si stiano facendo numerosi passi avanti nell’ultimo periodo.