La Francia annuncia una stretta sulla moda sostenibile. In particolare, il governo di Parigi starebbe preparando un piano che proibisca alle aziende la distruzione degli abiti invenduti. Lo ha annunciato Brune Poirson, Secrétaire d’État auprès du ministre d’État, ministre de la Transition écologique et solidaire, nel corso del Copenhagen Fashion Summit, appuntamento ormai decennale dedicato alla moda sostenibile dove i comparti del lusso e della moda da tempo fanno il punto sulle questioni sociali e ambientali. Ne è la prova il fatto che in dieci anni il Copenhagen Fashion Summit è passato dall’essere un evento di sensibilizzazione iniziato in parallelo al COP 15 ad appuntamento annuale cardine dell’ecoresponsabilità, in cui è coinvolta tutta l’élite di questi settori.

Sempre in occasione del summit danese, è emerso un progetto spinto direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron che ha chiamato ad agire il numero uno del gruppo Kering Francois-Henri Pinault. Secondo il ceo di Kering, gli operatori del comparto fashion devono procedere con un’analisi senza compromessi degli impatti delle loro attività, del loro ambito di applicazione ma soprattutto sull’intera catena di fornitura. Una volta dentro, le aziende devono dichiarare i loro obiettivi. Lo ha rivelato lo stesso Pinault a Copenhagen, spiegando che l’obiettivo dell’Eliseo è quello di mettere assieme gli sforzi di un gruppo di brand, industrie e distributori, in modo che la coalizione definisca un piano di azione sostenibile da presentare nell’ambito della prossima riunione del G7 che si terrà in Francia, a Biarritz, dal 24 al 26 agosto 2019.