Federica e il suo amore-odio a contatto con gli utenti

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Nei miei anni di lavoro, ricordo con amore-odio il contatto con gli utenti.

Ho incontrato ogni tipo di persona e ogni tipo di atteggiamento.

Ho riso, mi sono emozionata, mi sono adirata e ho collezionato così tanti ricordi da voler provare a metterli in ordine oggi che quel contatto ravvicinato, forse, non lo avrò più.

La signora che mi portò le pesche sciroppate fatte da lei, il vecchietto che si fermò a raccontarmi della sua bella signora che non c'era più e che le mancava come l'aria, il ragazzetto che "senti, mio padre mi ha detto di portarti ste carte, vedi che devi fare", l'uomo di mezza età che, mentre spostavo un pacco di faldoni da una stanza all'altra, mi apostrofò, dicendo: ma ti pagano per passeggiare per i corridoi?

Ho avuto i brividi quando, dando priorità a un anziano con la bombola dell'ossigeno, mi fu detto detto: "sono ore che siamo in fila qua e tu, non si sa perché, fai passare quello là. Sappi che potrei denunciarti" o quando, dopo aver fatto passare la madre di un disabile grave, che era con lei e aveva impedito alla madre di prendere il numero, mi fu detto rabbiosamente "come si è permessa? Mi dia il suo nome e cognome e vedrà i guai che le farò passare".

Ho pianto quando dovetti chiamare il figlio di un anziano venuto a piedi da un paese vicino per portare le carte dell'amato figliolo- troppo impegnato per venire a fare la fila in ufficio- quando l'anziano mi confidò di non ricordare la strada di casa.

Ho provato disgusto quando il padre di un rappresentante delle forze dell'ordine cercò di eludere il mio diniego all'accettazione di una pratica tardiva, dicendo: se le dico che mio figlio è in finanza cambia idea?

Ho dato caramelle ai bambini e ricevuto complimenti poco istituzionali, ho litigato con un uomo che, mentre si scavava ancora sotto le macerie, fece da domanda di Cas dal 5 aprile "signorì, perché già il 5 me so' spaventato e so' dormito in roulotte" e ho visto anziani rifiutare la proposta di pagamenti rateali "perché io, in 85 anni, non ho mai avuto un debito".

Ho visto anziane signore darmi della "signorinella bella ed educata" e ragazzi darmi del "tu".
Ho visto gente sorridere "perché ogni tanto le cose nella PA funzionano", persone che mi hanno urlato contro per aver dovuto confessare, dopo 4 ore ininterrotte, di avere esigenza di andare a cambiare l'assorbente.

Ho visto, ogni giorno, in poche ore, quel palcoscenico che compone il mondo.

Ho visto la superbia, la maleducazione, la dignità, il dolore, la gentilezza, l'arroganza, la falsità.

Ogni giorno, tutti i giorni, per anni.

Di alcuni ricordo visi e nomi.

Di altri ricordo i gesti.

Di tanti non ricordo nulla, ma so che, nonostante tutto, quel frastagliato mondo mi mancherà.
Pochi giorni fa ho ricevuto un'ultima mail da un utente che, saputo che sarei andata via, mi ha scritto: grazie per il suo impegno, mancherà.

Non so se mancherà, so che a me mancheranno i miei anziani, le persone belle che dicevano "buongiorno", il vecchietto che venne con la moglie, presentando la come "la mia principessa", la signora di 90 anni che faceva i conti a mente e tutti quelli che, in un modo o nell'altro, mi hanno reso partecipi della loro vita, del loro mondo e mi hanno insegnato a quanto possa essere un privilegio essere a servizio della gente.

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