Gorizia, una mostra su moda e design degli anni '50

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Si terrà a Gorizia, dal 21 marzo al 27 agosto, presso il Museo della Moda e delle Arti Applicate, la mostra Italia Cinquanta. Moda e Design. Nascita di uno stile, dedicata al mito dell’Italian Style che prese corpo 70 anni fa, negli anni Cinquanta, quando l’Italia, reduce dalle ferite della guerra, scelse di aggredire il futuro.

La mostra, Italia Cinquanta. Moda e Design, curata da Carla Cerutti, Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin, affiancati nel lavoro da un nutrito gruppo di importanti specialisti, rilegge quel momento storico alla luce di due specifiche componenti: la moda e il design, comprendendo in quest’ultimo anche la tradizione delle arti applicate, punto di forza della produzione italiana, più artigianale in epoche passate. A latere un terzo “fattore”, il cinema, che di quell’Italian Style fu un potentissimo mezzo di amplificazione planetaria.

La mostra è promossa e organizzata da ERPAC FVG – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, attraverso il suo Museo della Moda e delle Arti applicate nella sede di Palazzo Attems Petzenstein, nel cuore di Gorizia (futura Capitale europea della cultura insieme a Nova Gorica nel 2025).

L’arco temporale preso in esame è idealmente quello che intercorre tra le elezioni del 18 aprile 1948 e le Olimpiadi di Roma del 1960, un periodo di rinascita economica e culturale, di grande fecondità sia dal punto di vista industriale che artistico e artigianale, momento aurorale del design italiano che sarebbe divenuto celebre come “Made in Italy”.

Gli anni Cinquanta rappresentano anche per la moda un decennio di fondamentale importanza. Al 1951 si fa risalire la nascita ufficiale della moda italiana, grazie all’iniziativa illuminata di Giovan Battista Giorgini. Illuminato imprenditore ebbe l’intuizione di riunire a Firenze i più importanti talenti creativi del momento, selezionati tra quelli che sceglievano di non ispirarsi alle tendenze provenienti da Parigi, considerata la patria della moda. Cominciava così la favolosa stagione della Sala Bianca di Palazzo Pitti, scenografia d’eccezione di sfilate che radunavano i compratori di tutto il mondo ponendo le basi del fenomeno dell’Italian Fashion.

Sarà esposta una selezione dei più significativi modelli del periodo, abiti e accessori, tra i quali creazioni di Emilio Pucci, Emilio Schuberth, Roberto Capucci, Simonetta, Alberto Fabiani, Sorelle Fontana, Jole Veneziani, Gattinoni, Biki, Curiel, Marucelli, Gucci e Salvatore Ferragamo. Queste firme annoveravano tra la propria clientela le stelle del cinema hollywoodiano come Ava Gardner, Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Esther Williams, oltre alle dive “nostrane” come Sophia Loren, Gina Lollobrigida ed Elsa Martinelli. Al termine del decennio aprirà il suo atelier Valentino, che impronterà del suo stile i decenni successivi.

La sezione Moda sarà curata da Enrico Minio Capucci e Raffaella Sgubin con la partnership della Fondazione Roberto Capucci e la collaborazione dell’Archivio della Moda italiana di Giovan Battista Giorgini e dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione) dell’Università di Parma. I capi in mostra arriveranno dalla Collezione Enrico Quinto e Paolo Tinarelli, dalla Fondazione Roberto Capucci e dagli archivi delle maison, come ad esempio il Museo Salvatore Ferragamo, l’Associazione Germana Marucelli, la Fondazione Micol Fontana, la Fondazione Archivio Emilio Pucci. L’allestimento è a cura di Roberto Festi.

Informazioni sulla mostra
Titolo: mostra Italia Cinquanta. Moda e Design. Nascita di uno stile
Città: Gorizia
Sede: Museo della Moda e delle Arti Applicate
Date: Dal 21/03/2023 al 27/08/2023Orari:
Curatori: Enrico Minio Capucci, Raffaella Sgubin, Carla Cerutti
Temi: Novecento, Design, Moda

Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì, ogni prima domenica del mese ingresso gratuito, chiuso il giorno di Pasqua ma aperto il lunedì di Pasquetta.

Biglietti: intero 6 euro, ridotto 3 euro per ragazzi 18-25 anni, gruppi di almeno 10 persone, nuclei familiari con minorenni, soci Coop, soci Cec, soci Fai.

Immagine: Gio Ponti, Anguria (1956; esecuzione Paolo De Poli-Padova; smalto su rame, 10 x 24 x 12 cm; Brescia, collezione privata) © Brescia, Fotostudio Rapuzzi

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